Le birre dell’anno sono sarde

Medaglia d'argento a "Speed" degli artigiani di Sassari. E una al birrificio di Cagliari per la particolarissima "Figu Blanche"

SASSARI. Chiara, ad alta fermentazione, beverina, sardissima. E ora anche d’argento, come la medaglia che la birra Speed ha conquistato al premio Birra dell’anno organizzato dall’Unionbirrai. C’è tutta la passione di Giacomo Petretto e Pierpaolo Peigottu, mastri birrai sassaresi che neppure due anni fa hanno iniziato l’avventura nel mondo della produzione delle birre artigianali con la P3 Brewing Company. Dallo stabilimento di Predda Niedda sgorgano tre tipi di birra che in poco tempo hanno fatto breccia nel complicissimo mercato locale e nazionale: l’ambrata “50 nodi”, l’imperial stout “Turkunara” e la golden ale “Speed”. Tutte e tre le varietà di birra sono state presentate al premio Birra dell’anno, il cui atto finale si è svolto a Rimini Fiera la scorsa settimana. A fare il colpo è stata la Speed, che si è classificata al secondo posto nella affollatissima categoria “Golden ale”, ovvero le birre chiare a bassa gradazione alcolica.

Un’altra medaglia d’argento è arrivata in Sardegna per merito del Birrificio di Cagliari, premiato nella particolarissima categoria “Birre alla frutta” con la sua Figu Blanche, al fico d’india.

Qualità, inventiva, voglia di sperimentare ed estrema cura nella scelta degli ingredienti. Sono questi i segreti dei giovani mastri birrai isolani, che credono fortemente nella possibilità che le birre artigianali, da prodotto di nicchia, possano una quota di mercato interessante. E il fiorire di birrifici locali dimostra come la cultura delle microbreweries stia facendo breccia nel cuore e nei palati dei sardi. “Per noi si tratta del primo riconoscimento in assoluto – spiegano Petretto e Peigottu, della P3 Brewing Company – e siamo estremamente felici che sia arrivato in un concorso importante come quello organizzato dall’Unionbirrai. Ci siamo dovuti confrontare con le eccellenze a livello nazionale nel campo della produzione artigianale, con oltre 600 birre iscritte e la partecipazione di 123 birrifici di tutta Italia”.

Ad assaggiare e dare i voti alle birre sono stati 40 giudici tra i più quotati a livello europeo, provenienti da Belgio, Olanda e Polonia, oltre che dall’Italia. Insieme all’Istituto di formazione professionale nella ristorazione, i giudici hanno degustato a porte chiuse le birre in gara, divise in 26 categorie di stile. “Eravamo assolutamente certi di essere riusciti a proporre un buon prodotto – spiegano i mastri birrai sassaresi –, ma questo premio è fondamentale per continuare a farci conoscere sia in Sardegna che nella Penisola, dove siamo già sbarcati da tempo. E siamo particolarmente fieri di essere approdati, di recente, anche a Praga. Il mercato delle birre artigianali si sta lentamente allargando e la differenza la può fare soltanto la qualità. È quello che alla lunga permette di penetrare nel mercato”.

E dopo la magnum speciale creata

lo scorso anno per celebrare i 110 anni della Torres, ora in pentola bollono altre novità. “Tra poco proporremo una quarta varietà, che andrà ad aggiungersi alle tre che già produciamo. Ma per i dettagli è ancora presto. Ora brindiamo a questo premio”.

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