la selezione

Così i giudici scelgono i campioni

Prima si guarda a muscoli e scheletro, poi a mantello e colore

OZIERI. Target elevatissimi nei criteri di valutazione dei circa cento capi presentati ieri alla Mostra regionale del Bovino razze Charolaise e Limousine nell’ambito della prima giornata della Fiera di Ozieri, che prosegue oggi dalle 9.30 alle 18. I capi sono stati valutati in base alle caratteristiche di morfologia richieste al migliore bestiame da riproduzione per le razze da carne, criteri pressoché identici per le bianche Charolaise e le rosse Limousine: innanzitutto lo sviluppo muscolare e quello scheletrico nonché i caratteri funzionali e, in seconda battuta, le caratteristiche di razza: mantello, colore e attributi simili.

Gli indirizzi di selezione per i migliori capi da riproduzione – gli animali che, in pratica, sono più idonei a garantire la permanenza delle caratteristiche di produttività delle due razze – sono in particolare «lo sviluppo muscolare e la fecondità, ovvero, per le femmine, la garanzia di un parto all’anno», come spiega il tecnico Anacli Giuseppe Cannizzaro, giudice nella Mostra ozierese.

Ciò che interessa a chi alleva bovini da carne è ovviamente la produttività, la resa, e quindi l’obiettivo è quello di avere un maschio riproduttore perfetto e una madre e il suo vitello che siano perfettamente in salute. Una madre sana e frutto di selezione (fatta anche tramite il giusto accoppiamento)“garantisce” i canoni perfetti di svezzamento di un vitello (che dura sette mesi): è la cosiddetta linea vacca-vitello, che garantisce una produzione costante di capi da carne dall’ottimo rendimento. Le razze Charolaise e Limousine – e quest’ultima in particolare, che garantisce la migliore resa al macello – sono presenti in Italia da una quarantina d’anni e attualmente sono le più diffuse nell’intero perimetro della Penisola, se si fa eccezione per le aree che continuano a allevare razze autoctone come la Piemontese e la Chianina. «In Italia – spiega il direttore nazionale Anacli Emanuele Villa – ci sono complessivamente circa 20mila capi Limousine e 6mila Charolaise tra Sardegna, Sicilia, Toscana, Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna». Una quota a cui la Sardegna, pur nel suo piccolo, contribuisce. «Al livello del numero di capi – aggiunge infatti Stefano Sanna, presidente Aipa – la provincia di Sassari è la sesta in Italia per presenza di queste due razze, proprio perché si tratta di tipi di animali “rustici” e versatili, ovvero che ben si adattano a terreni anche difficili come quello sardo. Le Limousine

sono senza dubbio le “predilette”, soprattutto perché la resa al macello arriva sino al 65 per cento. Senza contare che esse sono quelle che maggiormente si adattano all’incrocio con le razze autoctone dell’isola, migliorando quella che è la produzione di carne bovina sarda». (b.m.)

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