Il piano di rilancio ancora in un cassetto

In stand by gli investimenti annunciati dall’emiro. E intanto si diffondono le voci di un addio

INVIATO A PORTO CERVO. Il piano di investimenti del Qatar va troppo piano. Praticamente è immobile da quasi due anni. L’impronta miliardaria della famiglia Al Thani sulla Costa Smeralda è rimasta solo una promessa. La pioggia di petrodollari da trasformare in alberghi extra lusso, ville, strade, è rimasta solo una dichiarazione di intenti. Un po’ perché il lifting della signora del turismo è stato pensato snobbando il Ppr. Un po’ perché l’interesse del Qatar per il borgo dei vip da ardente passione è diventato una fiammella. Forse un periodo di riflessione tra innamorati. Prima dell’addio definitivo.

Stazzi, tutto fermo. Nel Comune di Arzachena giacciono nel fondo di un cassetto le uniche licenze edilizie chieste e ottenute dal Qatar. I progetti di ristrutturazione e ampliamento di cinque case di campagna sono stati approvati in conferenza di servizi il 13 settembre 2013. Un via libera ufficiale, confermato a febbraio dalla firma delle concessioni edilizie. Il ritiro, previo saldo degli oneri concessori, poco meno di 100mila euro, non c’è mai stato. Per il resto non c’è traccia di altri progetti concreti. L’invito del Comune di Arzachena a programmare insieme la Costa Smeralda terza versione non è stato mai accolto. Il piano di rilancio da un miliardo di euro presentato a Doha nel 2012 è rimasto virtuale. Segnali tutti da interpretare. Perché se è vero che da un lato il Qatar non ha realizzato alcun nuovo investimento, dall’altro porta avanti il piano del predecessore Tom Barrack. Nel 2010 il tycoon californiano aveva ottenuto l’ok all’ampliamento del 25 per cento dei quattro hotel storici, Pitrizza, Romazzino, Cervo, Cala di Volpe e alla costruzione di 40 suite. Quell’accordo prevedeva il versamento di 2 milioni di euro al Comune di Arzachena per realizzare infrastrutture e opere pubbliche. Per ora è stato incassato solo il primo, all’inizio dell’anno. La convenzione firmata con il Comune imponeva che il pagamento venisse fatto al rilascio della prima concessione edilizia. Che risale al 2010.

Il valore cresce. Solo quest’anno il fondo sovrano ha investito 13 milioni di euro nell’ampliamento degli alberghi. Risorse nuove, progetti vecchi. Verranno consegnate alla fine del prossimo mese le tre nuove suite del Pitrizza e le tre dell’hotel Cervo. Residenze extra lusso per clienti capricciosi, ognuna con piscina personale e vista sul mare. Per una notte nelle suite più piccole i nababbi pagano 12mila euro. Per le più lussuose se ne spendono 30mila. Le residenze, una ventina già realizzate su 40 programmate, fanno salire il valore della Costa Smeralda. Un principio in base al quale Barrack ha potuto rivendere Porto Cervo, acquistato dal principe Aga Khan per circa 280milioni di euro, a 600.

Divorzio in vista? Chi aveva perso la testa per la Costa Smeralda e in terra qatarina era stato il più convinto sostenitore del suo acquisto, Hamad bin Jassim al Thani, ha perso la potrona di primo ministro del Qatar. È stato deposto nel giugno 2013, subito dopo l’abdicazione del vecchio emiro, Hamad Bin Khalifa Al Thani in favore del figlio, il giovane Tamim. L’ex primo ministro frequentava Porto Cervo da prima che la famiglia reale comprasse la

Costa Smeralda. E lo scorso anno ha solcato le onde a bordo del suo yacht. La Costa non ha più uno dei suoi più grandi estimatori in terra qatarina. E sia il nuovo emiro, sia il nuovo primo ministro, guardano l’investimento di Porto Cervo più con gli occhi del business che con i sentimenti.

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