L’ordinario militare in afghanistan

Pasqua tra i fanti della “Sassari”

Monsignor Marcianò: «Tra chi lavora per costruire la speranza»

HERAT. Una Pasqua in prima linea per il contingente italiano in Afghanistan. Accanto a loro l’ordinario militare per l’Italia Santo Marcianò. Il monsignore ha scelto di trascorrere con i militari la giornata. «Il messaggio della Pasqua chiama ogni cristiano a essere operatore di resurrezione e gioia – dice nella sua omelia – anche nelle situazioni di degrado più terribili, che i militari arrivano a toccare più da vicino. Per questo sento di esprimere la mia gratitudine. I soldati lavorano per costruire la speranza di un mondo migliore». Santo Marcianò è andato in Afghanistan per incontrare i militari del contingente italiano. Nell’officiare i riti della settimana santa, ai quali hanno preso parte l’ambasciatore italiano in Afghanistan Luciano Pezzotti e il comandante del Regional command west, il generale Manlio Scopigno, Marcianò ha spiegato le ragioni e il senso della sua visita. «Sono tra voi come amico, come fratello e come padre. Amico che condivide la vostra storia, il vostro cammino e che vuole prendervi per mano. Come fratello, perché il senso della vita va cercato e trovato nella relazione con l'altro, superando ogni egoismo». Monsignor Marcianò,

accompagnato dai cappellani militari della base padre Mariano Asunis e lo spagnolo padre Antonio Alvarez Vargas, ha presieduto la Via Crucis, un lungo corteo di militari ha sostato davanti alle quattordici stazioni della passione di Cristo allestite lungo il perimetro di “Camp Arena”.

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