Strozzata sul kart, rischia la vita

La sciarpa si è impigliata, grave la figlia 21enne della consigliera regionale Busia

L’AQUILA. Una corsa al volante di un go-kart, un modo come un altro per divertirsi nel giorno di Pasquetta trascorso a Ocre, sette chilometri da L’Aquila. Poi però è accaduta qualcosa che poteva costare la vita alla cagliaritana Elena Pirastu, ventun anni, figlia della neoconsigliera regionale e candidata all’europarlamento Anna Maria Busia: la sua sciarpa, una lunga pashmina di lana, è andata ad arrotolarsi nell’asse del mezzo e l’ha quasi strangolata. Un colpo secco al collo, cui la ragazza è riuscita a resistere fino a quando la sciarpa si è strappata grazie al calore del motore. Allora la ragazza ha fermato il go-kart, si è alzata dal sedile, ha raggiunto barcollando la biglietteria, ma non riusciva a respirare. Il fidanzato Riccardo e una coppia di amici che era in vacanza con lei l’hanno soccorsa, il titolare della pista Pio Barbarossa ha chiamato l’ambulanza e pochi minuti dopo Elena Pirastu era ricoverata nel reparto di rianimazione. Ora è in coma farmacologico: ha riportato una lesione alla trachea e resterà sedata almeno fino al 30 aprile. Poi i medici decideranno il da farsi, per quanto il pericolo di vita sia da escludere. La lesione dovrebbe rimarginarsi senza l’intervento chirurgico. Ma la situazione sarà chiara soltanto la prossima settimana dopo un nuovo controllo da parte degli specialisti.

I carabinieri hanno sequestrato il kart, interrogato il titolare dell’impianto “Cavalletto d’Ocre” e trasmesso un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Molto probabile che il magistrato disponga il sequestro dell’intero impianto, perché le prescrizioni della sicurezza lascerebbero a desiderare: «Mia figlia si è salvata per puro caso - sono le parole di Anna Maria Busia, che è avvocato penalista - se la sciarpa non si fosse strappata l’avrebbe soffocata. Mi sembra assurdo che i responsabili del kartodromo non l’abbiano avvisata del pericolo che correva indossando la pashmina, le hanno dato solo un casco, ma in altre strutture viene imposta la tuta». Pio Barbarossa, titolare della pista, è molto amareggiato: «C’è il cartello con tutte le prescrizioni di sicurezza - spiega - e l’uso della sciarpa è vietato. Purtroppo nessuno si è accorto che la indossava, è stato un incidente. Spero che la ragazza si rimetta presto».

Un’avventura

simile è stata vissuta il 30 maggio dell’anno scorso da una giovane donna di Alghero al kartodromo del Corallo, vicino Fertilia: il mezzo si è ribaltato e Daniela Palmas ha rischiato di rimanere strozzata dal foulard che portava al collo. Solo un trauma cervicale e tanto spavento. (m.l)

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