Incendiata la centrale fotovoltaica

Danni all’edificio in cui si trovano le centraline. L’impianto è stato a lungo contestato. Il sindaco: i conflitti erano finiti

NARBOLIA. Commando di incendiari in azione la notte scorsa nell’impianto elettrico fotovoltaico di “S’Arrieddu”, nel comune di Narbolia, di proprietà di una società lombarda legata a un gruppo cinese. Gli attentatori hanno ammassato vecchi pneumatici davanti a un edificio che ospitano le centraline, li hanno cosparsi di benzina e hanno dato fuoco: il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato che l’intera struttura andasse distrutta e hanno messo in sicurezza il resto dell'impianto.

La centrale fotovoltaica di Narbolia negli ultimi anni è stata al centro di vivaci contestazioni da parte anche degli abitanti dei centri vicini. Ma di fronte al grave attentato l’indignazione è unanime e il comitato di lotta di “S’Arrieddu” si unisce agli amministratori locali nel condannare gli incendiari.

L'attentato è fallito grazie all'intervento dei pompieri: i danni sono limitati solo alla struttura di cemento. Gli impianti elettrici sono rimasti praticamente intatti. L'episodio ha interessato uno dei tre fabbricati in cui sono installate le centraline dell'impianto fotovoltaico oggi a pieno regime. Secondo quanto è stato accertato dai carabinieri della stazione di Narbolia, gli attentatori sono entrati in azione verso le 3 di notte nell'impianto che sorge lungo la strada provinciale tra Narbolia e Seneghe. Dopo aver scavalcato una recinzione gli attentatori hanno accatastato gli pneumatici davanti alla porta di ingresso e sul tetto dell'edificio e hanno appiccato fuoco utilizzando benzina.

L'allarme è stato tempestivo e ha permesso ai vigili del fuoco di spegnere il rogo evitando che le fiamme si propagassero agli impianti e alle altre due strutture in muratura. Il rogo è stato spento dopo più di tre ore di lavoro. I danni sono in fase di quantificazione ma non hanno comunque interessato i pannelli fotovoltaici. Insieme ai vigili del fuoco sono intervenuti i carabinieri che hanno già avviato le indagini per fare luce sull'attentato. Anche la Digos di Oristano sta indagando sull'atto intimidatorio e sul possibile movente. Ieri mattina alla centrale fotovoltaica sono arrivati anche il sindaco di Narbolia Maria Giovanna Pisanu e il portavoce del comitato “S'Arrieddu”, Pietro Porcedda. «Sono sorpresa, meravigliata e anche profondamente dispiaciuta per quanto è accaduto – ha commentato il sindaco Pisanu –. Credo che tutto questo

non abbia niente a che vedere con le contestazioni del passato. Non c'era ormai più alcun conflitto tra le parti e l'impianto stava lavorando a pieno regime anche sul versante agricolo». Maria Giovanna Pisanu si augura che le forze dell'ordine possano fare luce al più presto sull'attentato.

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