Banco, + 6,9 milioni l’utile della trimestrale

Al lordo delle imposte risultato pari quasi al doppio rispetto al periodo corrispondente del 2013

SASSARI. Il Banco di Sardegna ha reso noto nella serata di ieri di avere chiuso il primo trimestre del 2014 con un utile al lordo delle imposte di 6,9 milioni. Nel trimestre di raffronto era stato pari a 3,4 milioni. Il risultato netto consolidato è di 4,3 milioni, rispetto alla perdita 0,5 milioni del primo trimestre 2013.

La raccolta diretta dalla clientela ammonta a 10,7 miliardi e, secondo quanto hanno ancora comunicato gli stessi vertici dell'istituto di credito, è stabile rispetto alla fine dell'esercizio 2013 (+0,1%). La raccolta indiretta è di 3,7 miliardi, in progressione dell'1,5% rispetto al dato di dicembre 2013. In questo ambito, in crescita del 5,1% il risparmio globalmente gestito, che supera gli 1,5 miliardi. Controllato dalla Bper, così come la Banca di Sassari, l'istituto sardo ha centinaia di dipendenti e decine di sportelli in tutta l'isola.

«Percepiamo positivamente i risultati della trimestrale, ottenuti in presenza di un quadro macro-economico ancora incerto e di una qualità del credito che non evidenzia segnali di miglioramento – ha dichirato il direttore generale, Giuseppe Cuccurese – In un contesto del genere confermiamo l'impegno ad essere ancora più vicini ai nostri clienti, privati e imprese, e a collaborare attivamente con le istituzioni per trovare, tutti insieme, la via della ripresa».

Sotto il profilo reddituale, il margine d’interesse si attesta a 74,3 milioni, in crescita di 1,5 milioni rispetto ai 72,8 milioni dell’analogo periodo del 2013 (+2,1%). Per l’istituto questo risultato «beneficia del calo degli interessi passivi di 2,2 milioni (-8,1%) più pronunciato del calo di 0,7 milioni degli interessi attivi (-0,7%)». «La scomposizione del margine di interesse mostra per la controparte clientela ordinaria uno scostamento negativo di 1,4 milioni (-2,2%) dal dato dell’analogo periodo del 2013 – è scritto poi in una nota diramata dal Banco – La componente del margine riconducibile al settore interbancario cresce di 1,5 milioni mentre il portafoglio di proprietà, al netto dei titoli di debito inclusi fra i crediti, fornisce un apporto di 6 milioni, in aumento di 1,5 milioni».

Le commissioni nette si posizionano a 35,5 milioni, sostanzialmente stabili rispetto ai primi tre mesi del periodo a raffronto (-0,4%). Tra gli aumenti più significativi si segnalano le commissioni nette sui servizi di gestione, intermediazione e consulenza (+10,1%), tra cui in particolare il collocamento di titoli (+50,4%), e sui servizi di incasso e pagamento (+3,2%). In flessione, al contrario, le commissioni nette su altri servizi alla clientela (-12,4%) e le commissioni per tenuta e gestione dei conti correnti (-4,5%).

In aumento l’apporto del comparto finanziario che ha prodotto un risultato netto di 10 milioni, a fronte dei 2,4 rilevati nello scorso esercizio. Il margine di intermediazione perviene a 119,7 milioni contro i 110,7 milioni del periodo a raffronto (+8,1%). «Le rettifiche nette di valore per deterioramento dei crediti si attestano a 35,6 milioni, con un incremento di 9,6 milioni rispetto ai 26 milioni

dei primi tre mesi del 2013 – si spiega ancora – E la voce comprende rettifiche di valore per 73,4 milioni, 37 dei quali riferiti a sofferenze e 32 alla categoria incagli, e riprese di valore per 37,8 milioni fra le quali 22 milioni riconducibili alle sofferenze e 11,7 milioni agli incagli».

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