respinte tutte le eccezioni

Processo banda Mesina, valide le intercettazioni

CAGLIARI. Graziano Mesina è finito nell’inchiesta sul traffico di droga a causa di alcune conversazioni intercettate dal contenuto neutro: su di lui la Dda non aveva alcun elemento che autorizzasse...

CAGLIARI. Graziano Mesina è finito nell’inchiesta sul traffico di droga a causa di alcune conversazioni intercettate dal contenuto neutro: su di lui la Dda non aveva alcun elemento che autorizzasse il controllo delle sue due utenze telefoniche, ma solo sospetti legati alla figura controversa dell’ex ergastolano. A sostenere questa tesi e quella conseguente, l’inutilizzabilità del materiale di prova, è stata Maria Luisa Vernier, che difende insieme all’avvocato Giannino Guiso l’ex primula rossa di Orgosolo. Alla sua istanza, esposta in un lungo intervento all’apertura dell’udienza davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale, si è associato l’avvocato Teresa Camoglio, che difende il coimputato Enrico Vinicio Fois, ma dopo una camera di consiglio durata circa un’ora il presidente Massimo Poddighe ha comunicato il rigetto di tutte le questioni compresa quella legata all’uso delle intercettazioni, contro le quali si è espresso anche il pm Gilberto Ganassi. Perché il processo pubblico a Mesina e agli altri imputati che hanno scelto il giudizio ordinario - Enrico «Vinicio» Fois, l'avvocato cagliaritano Corrado Altea, Efisio Mura, Luigi Atzori e Franco Pinna - possa entrare nel vivo resta soltanto l’esame delle eccezioni annunciate dall’avvocato Anna Maria Busia, che ieri mattina era assente per ragioni personali: una delle figlie è rimasta coinvolta in un incidente e si trova in ospedale. Il legale dovrebbe parlare alla prossima udienza, fissata per il 20 maggio, quando sarà sentito un capitano dei carabinieri che ha lavorato all’inchiesta come primo testimone del pubblico ministero. Incerta la presenza di Mesina, che ieri ha preferito restare in carcere e che attraverso i suoi legali ha fatto sapere che parteciperà soltanto alle udienze più importanti del dibattimento.

Ieri il tribunale ha disposto anche la riunificazione delle posizioni processuali di Mesina e Altea, che alla scorsa udienza erano state stralciate per consentire ai rispettivi difensori di partecipare all’astensione proclamata dalla categoria. Ora il processo potrà andare avanti.

Sul problema delle intercettazioni e del loro uso i difensori di Mesina - Guiso era presente, ma non ha parlato - hanno insistito a lungo: mancherebbe fra l’altro la motivazione da parte del gip in tutti i provvedimenti di proroga dei controlli telefonici, andati avanti per mesi - secondo l’avvocato Vernier - malgrado non risultasse alcun profilo penale. I

legali hanno eccepito anche la competenza territoriale del tribunale di Cagliari, perché i reati più gravi contestati dalla Procura distrettuale sarebbero stati commessi nell’area di Nuoro. Eccezione respinta, come era avvenuto all’udienza preliminare. (m,l)

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