Fondi ai gruppi, la superteste: «Oggi rivelazioni choc»

Ornella Piredda depone al processo ai consiglieri regionali accusati di peculato e annuncia fatti nuovi sull’uso dei fondi pubblici fin dal 1995. Per lei una manifestazione di solidarietà davanti al palazzo di giustizia

CAGLIARI. «Domani mattina (oggi ndr) vado in tribunale, parlo, dico tutto quello che so a qualcuno farà bene ad ascoltarmi con attenzione perché dirò cose inedite, racconterò episodi che non si conoscono, fatti che ho ricostruito in questi anni di attesa per il momento in cui sarà fatta giustizia»: chi s’aspetta un’Ornella Piredda in tono minore, provata nella salute, annoiata dalla pensione, si sbaglia davvero di grosso. La teste Omega dell’inchiesta sui fondi ai gruppi, la donna che ha messo all’angolo la politica regionale sarda ribellandosi alle consuetudini omertose del Palazzo, è più che mai decisa a chiudere i conti con un mondo che l’ha profondamente delusa e che non finisce di sorprenderla.

Lo farà in tribunale, davanti ai giudici e a una parte degli onorevoli finiti nei guai giudiziari dopo le sue denunce: «Ora che leggo gli atti del processo, ora che la Procura ha raccolto elementi d’ogni tipo, finalmente ho ricollegato fatti e situazioni, ho capito che questa storia dei rimborsi andava avanti dal 1995, già allora quei soldi se li mettevano in tasca». È determinata, la Piredda. Sente il sostegno della gente, stamattina gli attivisti della pagina facebook “Siamo tutti Ornella Piredda” saranno al palazzo di giustizia e impugneranno un oggetto, un indumento, qualcosa di arancione, il colore preferito dalla coraggiosa funzionaria regionale: «È una cosa nata per caso – sorride – sono persone che hanno apprezzato quanto ho fatto e continuo a fare. Mi danno forza, mi aiutano a tenermi in piedi malgrado una salute precaria, so che domani mi aspetteranno davanti al tribunale per abbracciarmi».

Non l’abbracceranno i consiglieri imputati di peculato, i diciotto protagonisti dell’udienza: «Non posso dire che mi faccia piacere vederli nei guai – scuote la testa Ornella – quando ho deciso di presentare gli esposti alla Procura e di raccontare quanto accadeva in consiglio alla Nuova Sardegna non pensavo che il fenomeno fosse così esteso, questo mangia-mangia pazzesco, incontrollato ha sorpreso anche me. Fino ad oggi non ero stata in grado di comprendere sino in fondo le dimensioni di questa vicenda. Poi ho messo in fila i fatti, la parole, le intuizioni parziali maturate negli anni ed è venuto fuori un quadro davvero inquietante». Un quadro che è oggi scritto negli atti giudiziari, migliaia di pagine scritte e migliaia ancora da scrivere per una storia di cui non è possibile intravedere la fine: «La Procura, i carabinieri, la guardia di finanza hanno fatto un lavoro enorme - riconosce la Piredda - ma credo di poterli ancora aiutare, perché le cose che loro hanno ricostruito io le ho viste coi miei occhi ed oggi sono in grado di interpretare quei fatti molto meglio di cinque anni fa. Vedo tutto con più realismo e ora so che quanto accadeva era molto peggio di quanto apparisse a me con gli occhi di allora».

Sono stati gli anni e la pressione mediatica a trasformare Ornella Piredda in un personaggio di interesse nazionale. Personaggio quasi unico in un panorama di connivenze diffuse, dove spesso le procure si ritrovano a operare per la legalità in perfetto isolamento: «Quando ho parlato per la prima volta col pubblico ministero Marco Cocco ero tesa - ricorda Ornella - non sapevo chi avessi di fronte. Poi mi sono resa conto che lui e i suoi collaboratori avevano capito perfettamente che dicevo la verità e ho capito che sarebbero andati avanti. L’hanno fatto ed è giusto così. E oggi io la verità continuerò a dirla anche davanti al tribunale e la dirò tutta, sino in fondo. Ho trascorso giorni e giorni a rimettere insieme brandelli di atti, documenti, ricordi. Ho ricostruito tutto ed ora è tutto nella mia testa. Domani è il momento di dare

il colpo finale a questa vicenda, credo che dopo il mio esame gli argomenti di discussione non mancheranno e forse anche qualche elemento da approfondire con le indagini».

Appuntamento alle 9.30, aula della prima sezione del tribunale: si comincia. (m.l) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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