San Raffaele, il Pd diviso rinvia il «sì»

Più ok che pareri negativi ma tante riserve nella direzione regionale a Oristano: tensioni coi delegati arrivati in bus da Olbia

ORISTANO. Alla vigilia i risultati dovevano essere chiari. Foto di gruppo in un interno: tutti (o quasi) i democratici col braccio alzato per sostenere il nuovo ospedale di Olbia, Pd compatto, senza più dubbi. Invece non è andata così, ma in tutt’altro modo. È vero: alla fine ci sono stati più sì che no al San Raffaele già ribattezzato Bambin Gesù. Però tra mille riserve. E questo nonostante «il pieno appoggio al governatore». Sul dibattito ha influito la pressione di una folta delegazione arrivata in pullman da Olbia per manifestare sostegno agli investitori del Qatar. Una presenza inattesa. Che, per le continue interruzioni degli interventi, ha creato qualche tensione e scontri verbali incrociati. Un fuori programma ai lavori nella sede pd dov’era stata convocata la direzione sarda. La stessa sala di via Canepa, al centro di Oristano, nella quale il 6 gennaio scorso Francesco Pigliaru era stato incoronato candidato alla presidenza della Regione.

Report e commenti. In questa fase l’assessore Luigi Arru ha espresssamente voluto richiamarsi solo al quadro generale delle misure per l’assistenza necessarie nell’isola. E si è così soffermato a lungo sui programmi indispensabili «per sanare il mezzo miliardo di buco all’anno sin qui accumulato». A sostegno del nuovo ospedale e del centro di ricerca collegato si sono poi espressi Renato Soru («I risparmi possono essere fatti altrove, a cominciare dai tagli alla spesa farmaceutica») e diversi altri esponenti di punta del Pd. Al contrario, l’ex sottosegretario alla Sanità Paolo Fadda non ha nascosto il proprio scetticismo, pur puntualizzando di non essere né contro né a favore. «Il Governo ci chiede di ridurre i posti letto, dobbiamo rispettare le leggi e la spending review – ha proseguito – Mi aspetto prima di tutto una ricognizione seria sull’esistente e verifiche sulle promesse fatte dal Qatar». Quasi tutti hanno poi espresso pareri positivi sui piani della QF, senza però nascondere le difficoltà di far calare questo sbarco nella programmazione regionale.

Decisioni tra pochi giorni. Così, in definitiva, l’immagine finale della direzione pd è stata un’altra rispetto alle previsioni. Una foto che mostra in primo piano posizioni frammentate. E, per il momento, nessuna sintesi. Perché, come ha spiegato il segretario Silvio Lai, «il nostro orientamento deve potersi basare su dati certi, capaci di convincere tutti e fugare ogni perplessità». Insomma, si è preferito attendere i documenti che oggi saranno presentati in Consiglio regionale. Esigenza ribadita a chiare lettere da tanti. Uno fra tutti, proprio il presidente dell’assemblea sarda. «Sono favorevolissimo al San Raffaele, ma prima devo poter vedere i contenuti della bozza che fissa i termini dell’intera questione», ha detto Gianfranco Ganau.

Analisi, pareri e giudizi. Posizione, quella di Ganau, condivisa da qualche ospite invitato alla riunione. Come il presidente dell'Ordine dei medici per il Nord Sardegna, Agostino Sussarellu. Ma respinta con estrema determinazione dal dirigente gallurese Pier Luigi Caria, a Olbia primo dei non eletti del Pd in Consiglio. Secondo il quale. «tutti i “se” e i “però” sollevati fin qui nascondono solo la volontà di opporsi al progetto, un piano che riguarda non la Gallura ma tutti i sardi». «Non si dica che mancano le informazioni, dato che Renzi, Pigliaru e i rappresentanti del Qatar hanno sottoscritto un accordo dai contenuti palesi – ha aggiunto Caria – E non si riproponga il tema dei costi della sanità in un momento come questo». «Se s’intende dire di no, se il Pd vuol cambiare la posizione assunta in passato, basta avere il coraggio di farlo in maniera aperta», ha rilevato tra gli applausi dei sostenitori olbiesi che oggi saranno a Cagliari per far sentire la loro voce dall’assemblea sarda.

Reazioni conclusive. Posizioni critiche e articolate da altri membri della direzione regionale. Richiami alla prudenza da Benedetto Barranu, dal sindaco di Ozieri Leonardo Ladu, da Nazareno Pacifico. La massima attenzione alla posta in gioco, e a suoi effetti in tutti i territori, è stata richiamata da Ivana Dettori, Bruno Palmas, Pier Sandro Scano e dall’ex sindaco di Quartu Gigi Ruggeri. Il quale ha riconfermato il quadro d’incertezza nel quale ci si trova oggi: «Del San Raffaele in questa fase penso poco e male – ha concluso – perché non ci sono carte

che ci permettano una valutazione esaustiva e tempi adeguati per soppesare le scelte». Ci fidiamo però di Pigliaru e dell’assessore Arru e siamo certi che prenderanno le decisioni più giuste per la Sardegna», ha concluso, così come molti altri dirigenti democratici avevano fatto prima di lui.

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