Dall’Ortobene alle sette vette più alte del mondo

Angelo Lobina, appassionato di alpinismo, ha cominciato in Argentina sull'Aconcagua la scalata delle cime più alte di ogni continente, prossima tappa l'Elbrus nel Caucaso

NUORO. Il 30 gennaio scorso la bandiera dei quattro mori è sventolata a quasi settemila metri, così in alto come forse non era mai accaduto, sulla vetta dell’Aconcagua, in Argentina. L’hanno portata due alpinisti, il nuorese Angelo Lobina e il gavoese Paolo Mulas, al termine della difficile scalata della cima più elevata dell’America Latina, una delle sette montagne più alte del mondo. Ora il primo dei due, Lobina, 52 anni, commerciante, vuole portare la bandiera sarda sulle altre vette sparse nei sette continenti, e spera di farlo in due anni.

È il progetto Seven Summits, una delle prove più difficili per gli alpinisti, nato nel 1985 e tuttora riservato a un’élite di sportivi: in trent’anni l’hanno portato a termine in 350, tra i quali appena otto italiani (il primo è stato Reinhold Messner).

È un’impresa che richiede un equilibrio psicofisico perfetto e la voglia di mettersi in gioco affrontando situazioni al limite, spesso molto pericolose. Tutte le montagne sono ovviamente già state scalate, ed è questa l’unica agevolazione riservata a chi tenta l’avventura, ma occorre uno studio a tavolino del modo in cui si intende procedere, unito a un costo non indifferente. «Almeno 250mila euro», dice Angelo Lobina, che dopo l’Aconcagua vuole proseguire nell’impresa anche se ammette che proprio i fondi sono al momento il problema principale. Ma il commerciante nuorese è molto determinato, e oltre che dare fondo ai propri risparmi, si è messo alla ricerca di uno o più sponsor che credano nella sua avventura.

Lo farà anzitutto attraverso il crowdfunding, la sottoscrizione del basso di un progetto non profit al quale si può contribuire attraverso la rete, ma spera ovviamente che si facciano avanti anche sponsor pubblici e privati.

«Credo che portare il nome della Sardegna in giro per il mondo, attraverso una particolare impresa alpinistica, rappresenti una grande opportunità – dice Angelo –. Cioè far conoscere il suo grande potenziale nella vocazione turistica non legata solamente alla bellezza delle coste, ma testimoniata da attività come l'alpinismo e l'arrampicata. L’altro valore aggiunto è che la nostra isola ha scarse tradizioni alpinistiche e l'impresa dunque è una novità assoluta».

Per cominciare Lobina vuole legare la propria Seven Summits ad associazioni per la lotta a particolari patologie: ha avuto contatti con i soci del l’Agdia, che a Orosei promuove iniziative legate al diabete infantile, e con l’Aisla Sardegna, che assiste i malati di sclerosi laterale amiotrofica. Ci saranno un sito web e una pagina Facebook dove seguire la sua avventura (Sardegna7summits). La prossima tappa, la seconda vetta, sarà l’Elbrus, nel Caucaso,

la montagna più alta della Russia con 5642 metri. Lobina partirà il 2 luglio, quando le condizioni climatiche sono meno proibitive del solito. Una sfida ancora più difficile, perché sarà da solo. Poi, sponsor permettendo, andrà avanti cima dopo cima.

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