A Santiago con il figlio autistico

Il Cammino di Compostela per lanciare un messaggio: ogni ostacolo è superabile

CAGLIARI. Da Cagliari a Santiago de Compostela in «Cammino con l'autismo». Pierangelo Cappai, presidente dell'associazione “Diversamente Onlus”, e suo figlio Federico di 12 anni, ragazzino autistico a basso funzionamento, hanno studiato e ripassato insieme il percorso della “freccia gialla”, il simbolo che aiuta i pellegrini che vanno verso Santiago a non perdere l’orientamento.

Ieri pomeriggio padre e figlio sono partiti dall'aeroporto di Elmas in direzione Madrid. Dalla capitale spagnola ieri sera hanno raggiunto Burgos e da lì, con i mezzi pubblici, sono arrivati fino a Sarria. Da oggi proseguiranno a piedi, padre e figlio: zaino sulle spalle per 111 chilometri, sino a Piazza dell'Obradoiro di Santiago de Compostela. Per vivere insieme una indimenticabile avventura, di quelle che poi finiscono magari per diventare un libro. Come, ad esempio, il best seller «Se ti abbraccio non aver paura» di Fulvio Ervas.

Lì erano gli Usa, qui è la Spagna, ma la sostanza non cambia. Un'esperienza privata che i protagonisti vogliono pubblicizzare. La camminata è già un gruppo di oltre ottocento persone su facebook. Che fanno virtualmente il tifo per un padre e un figlio che si mettono a camminare insieme in mezzo ai boschi della Galizia. I protagonisti racconteranno quello che gli accadrà giorno per giorno lungo il Cammino. Perché è necessario lanciare un messaggio. Anzi, più di uno. «Un viaggio - spiega Cappai - per far capire che non ci sono ostacoli per i viaggi anche quando c'è l'autismo. E che non ce ne devono essere. L'idea di questa camminata nasce anche per sensibilizzare l'opinione pubblica sul diritto ad una mobilità sostenibile e alla libertà di movimento anche per le persone con autismo.

In particolare per consentire l'applicazione concreta della carta dei diritti per le persone autistiche». I problemi? «Serve una maggiore conoscenza e sensibilità - risponde - i bambini autistici si trovano a volte a disagio di fronte a situazioni insolite. E non amano i cambiamenti. Sul treno e la metropolitana, ed è già successo, magari si riesce anche a soddisfare l'esigenza del bambino di sedersi nel posto che sentono più congeniale. Ma in aeroporto, in fila al check-in non tutti, ad esempio, sono in grado di comprendere la situazione».

La tabella di marcia è pronta: padre e figlio da oggi percorreranno dieci chilometri

al giorno da Sarria fino a Santiago de Compostela, capitale della Galizia. E in undici giorni dovrebbero raggiungere il traguardo. Federico e il papà in questi mesi si sono allenati percorrendo brevi tragitti. Ma da oggi comincia il bello: cammineranno insieme alla conquista della Spagna.

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