Piccole vittime, una lunga scia di dolore

Le tragedie nel Nuorese: dall’11enne sbalzato dall’auto del padre al bimbo di 4 anni di Orotelli

NUORO. Morire sulla strada quando la strada da percorrere è ancora tanta. Morire sull’asfalto per l’imprudenza o l’incoscienza degli adulti. O semplicemente per sfortuna. Perché il destino non guarda la carta d’identità e a volte si porta via anche i bambini.

Tragedie a cui è impossibile abituarsi perché quando accadono lasciano sgomenti e affranti. È accaduto ieri mattina alle 9.30 sulla statale 389 Nuoro-Lanusei, a un chilometro dal capoluogo barbaricino. Ma era già accaduto in passato e l’isola aveva pianto tutte le sue lacrime, perché davanti alla morte di un bambino non ci sono risposte alle domande o parole che siano di minimo conforto per chi resta.

Nessuno le aveva trovate per consolare i genitori di Martino Melis, morto sulla strada, a soli 11 anni, un pomeriggio di luglio di dodici anni fa. La sua estate e la sua vita erano finite al chilometro 35 + 100 della Statale 131 Dcn, in territorio di Orani. L'auto del padre, un dipendente comunale di Sant’Andrea Frius, era volata lungo la cunetta che costeggia la strada, allora senza la protezione del guard rail che potesse attutire l'urto. Una carambola paurosa per la Mercedes rossa fiammante dopo l’esplosione di un pneumatico. La berlina era rimbalzata di spuntone in spuntone e dopo aver compiuto alcuni giri attorno a sè stessa, poi si era adagiata nella cunetta. Durante i salti, Martino era stato sbalzato fuori dall’abitacolo, proprio come la piccola che ieri mattina viaggiava con i genitori tra Nuoro e Lanusei, ed era finito in una collinetta che sovrasta la strada. Dentro la Mercedes erano rimasti il padre, la madre e due fratellini. La famiglia stava rientrando a Sant'Andrea Frius dopo alcuni giorni trascorsi al mare, a San Teodoro. Un mese prima sulla statale 131, all'altezza di Bauladu era rimasto gravemente ferito un neonato di soli 20 giorni. Il piccolo Francesco, che ha solo 20 giorni, era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, a causa di un preoccupante trauma cranico. Il piccolo figlio di una coppia di Quartu, viaggiava con i genitori e una sorellina per trascorrere un periodo di vacanza a San Teodoro. Francesco si trovava tra le braccia della mamma quando l'auto sulla quale viaggiavano si era prima schiantata contro una banchina di cemento e successivamente si era ribaltata in mezzo alla carreggiata. I medici in quel caso erano riusciti a salvargli la vita. Non c’era stato niente da fare invece, il 6 giugno di quattro anni fa, per un bambino di quattro anni che percorreva la via centrale di Orotelli in compagnia del padre. Quel giorno doveva essere di festa per la famiglia del piccolo che si stava recando in un locale in via Vittorio Emanuele per festeggiare il matrimonio di una coppia di amici. Il bambino teneva la

mano del babbo quando, all’improvviso era stato travolto da un giovane a del paese a bordo di una moto di grossa cilindrata. I tentativi di soccorso non bastarono a salvare la vita al piccolo che aveva riportato gravi traumi interni che non gli lasciarono scampo.

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