Scontro frontale bimba in fin di vita

Incidente sulla Nuoro-Lanusei: gravissima la madre 34enne Nella scarpata l’auto con la piccola di 11 mesi e i genitori

NUORO. Si è arrampicato nella scarpata dov’era finita la sua auto ed è ritornato sulla strada per chiedere aiuto. Un uomo che abita lì nelle campagne di Corte e aveva sentito il tremendo schianto delle auto è subito andato incontro a quel padre disperato e sanguinante che stava raccogliendo dall’asfalto bollente il seggiolino con dentro la sua bambina. Scaraventata fuori dall’abitacolo della sua auto nel tremendo impatto. L’ha aiutato ad adagiare la piccina su un telo steso sulla strada e ha immediatamente telefonato al 118. Sofia, 11 mesi appena, era ancora viva, ma il suo cuore batteva sempre più lentamente. Il padre Antonio Noli l’ha rianimata soltanto con l’amore di un babbo disperato. E quando sul posto è arrivata la prima ambulanza medicalizzata del 118, il cuoricino di Sofia si è fermato. Ma poi ha ricominciato a battere. Così per quattro volte, fino a quando gli operatori del 118 non sono riusciti a stabilizzare la bimba, adagiarla sull’ambulanza e correre verso l’ospedale San Francesco. Sofia è viva, è ancora viva, ma le sue condizioni sono disperate.

La piccina sta lottando nel reparto Rianimazione in seguito alle gravissime lesioni riportate in un incidente accaduto poco prima delle 10 lungo la direttissima 389, Nuoro-Lanusei, all’altezza di Corte, poco dopo il rifornitore di carburanti, in direzione dell’Ogliastra, a pochi chilometri da Nuoro.

Sofia era a bordo della Renault Megane nera condotta dal padre e diretta a Nuoro. Era sul sedile posteriore, accanto a lei c’era la mamma.

Nel tratto in discesa prima del rettilineo di Corte, all’uscita di una curva a destra, in lieve pendenza, l’impatto. Violentissimo. Con un’Alfa Romeo 159 condotta (ma ancora questo particolare dev’essere accertato) da Antonio Pireddu, 31 anni, un infermiere di Orani che lavora all’ospedale San Francesco. Accanto a lui c’era il padre Raimondo, 56 anni, un operaio forestale. Entrambi sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti, ma non hanno subìto lesioni serie.

Gravissime invece le condizioni della mamma della piccola Sofia, Anna Pes, 34 anni di Orani, pedagogista molto nota per le sue attività con i bambini e titolare in paese dello studio «Archimede». È ricoverata in chirurgia con prognosi riservata. E in osservazione è stato ricoverato il padre della piccola, Antonio Noli, 35 anni, un rappresentante di commercio che è stato anche consigliere e assessore comunale a Orani.

La dinamica dell’incidente non è semplice da chiarire, l’unica certezza è che il tremendo impatto è stato causato da un’invasione di corsia. Secondo le prime sommarie ricostruzioni, sembra che l’Alfa 159 condotta da uno dei due Pireddu, quasi certamente il figlio Antonio, diretta verso Orani, abbia invaso la corsia all’ingresso della curva a sinistra in leggera salita. Proprio nel momento in cui dall’altra parte stava arrivando la Renault Megane di Noli, che ha tentato di evitare l’impatto sterzando violentemente verso sinistra. Ma andando a sbattere con violenza con tutto il lato destro dell’utilitaria francese contro la parte anteriore destra dell’Alfa Romeo. La 159 ha continuato la sua corsa per una decina di metri prima di schiantarsi con il lato sinistro del muso sul guard rail della corsia opposta a quella di marcia.

Mentre la Megane ha sbandato, percorrendo in discesa una decina di metri strisciando sul guard rail, fino a quando non ha sfondato la barriera in acciaio finendo in una scarpata.

I soccorsi sono stati immediati. Sul posto sono arrivate numerose ambulanze e anche l’elicottero dei vigili del fuoco con l’equipe medica del 118, i vigili del fuoco e diverse pattuglie della polizia stradale. Per estrarre dall’abitacolo Anna Pes, i

vigili del fuoco hanno prima dovuto assicurare con una fune, legata al guard rail, l’auto in bilico nella scarpata. La strada è rimasta chiusa per oltre 4 ore per permettere i rilievi e il traffico è stato deviato verso altre direzioni. Noli e i due Pireddu sono stati sottoposti all’alcoltest.

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