Scontro mortale sulla Nuoro-Lanusei: giallo su chi guidava

Mentre la famiglia e l'intera comunità di Orani piangono la piccola Sofia morta a 11 mesi nell'incidente dove anche la sua  mamma è rimasta ferita in modo grave, la magistratura lavora per accertare chi fosse alla guida dell'auto che ha provocato l'impatto: in un primo momento era

sicuro che fosse Antonio Pireddu infermiere 31enne risultato positivo all'alcoltest, ora le testimonianze sono contraddittorie

NUORO. Sofia è morta. Il cuoricino della bimba di 11 mesi di Orani ha cessato di battere poco prima delle 8 nel reparto Rianimazione dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Ma già durante la notte, le sue condizioni si erano aggravate, così tanto che non è stato possibile neppure poter intervenire per espiantare i suoi organi. Devastanti le lesioni riportate nel terrificante volo dentro il seggiolino, scaraventato sull’asfalto a una decina di metri dalla Renault Megane guidata dal padre Antonio Noli, che aveva tentato di evitare lo scontro frontale con un’auto che aveva invaso all’improvviso la sua corsia di marcia. Mentre il corpo di Sofia veniva sistemato dentro una minuscola bara bianca, in attesa che il magistrato, dopo la ricognizione necroscopica, ne disponga la restituzione alla famiglia per i funerali, è arrivata un’altra notizia tremenda per la comunità di Orani.

La positività all’alcoltest di Antonio Pireddu, l’infermiere 31enne che sembra fosse alla guida dell’Alfa Romeo 159 che avrebbe innescato il tragico incidente. Il tasso di alcol registrato dagli agenti della polizia stradale, che tra l’altro hanno eseguito l’esame molto tempo dopo l’urto, sarebbe molto elevato: più del doppio di quanto previsto dal Codice della strada, che è 0,50. La positività all’alcol aggrava ancora di più la drammatica situazione, aprendo una breccia sulle probabili cause che sono all’origine del tremendo scontro. Anche se sul conducente dell’Alfa Romeo 159 ci sarebbe un giallo. Sarebbero almeno tre le versioni raccolte a verbale dagli agenti della Polstrada sulla persona che si trovava alla guida dell’auto al momento dell’incidente: oltre ad Antonio Pireddu, il padre Raimondo e persino la madre. Per questo motivo, gli investigatori della Stradale, al comando del dirigente Raffaele Angioni, stanno passando al setaccio tutte le testimonianze per fare chiarezza.

Non è un particolare di poco conto, anche se in questi momenti il dolore per la morte della piccola Sofia ha preso il sopravvento su tutto. Poco importa chi guidava l’auto e le cause che hanno provocato l’invasione di corsia, davanti alla morte di una bimba di 11 mesi. Orani è in lutto e si è stretta con affetto ai familiari, ma la tragedia ha colpito tutti e l’intera Sardegna piange la scomparsa di Sofia. Quel seggiolino appoggiato sulla capote della Renault Megane del padre, semidistrutta in fondo alla scarpata lungo la strada 389, la direttissima Nuoro Lanusei, all’altezza di Corte, ha colpito al cuore. La notizia della morte di Sofia è trapelata poco dopo le 8, ma le condizioni della bimba erano già disperate al suo arrivo in ospedale poco dopo le 11 di sabato. Aveva già avuto quattro arresti cardiaci sulla strada prima di essere stabilizzata e accompagnata al pronto soccorso. Strazianti le scene di dolore quando la notizia della morte della piccola è stata comunicata alla mamma, Anna Pes, ricoverata in chirurgia in condizioni serie in seguito alle lesioni riportate nello schianto.

L’incidente era accaduto sabato intorno alle 9,30 lungo la 389, direttissima per l’Ogliastra, poco dopo il distributore di carburanti di Corte, nell’immediata periferia di Nuoro. L’Alfa Romeo 159 con a bordo Raimondo Pireddu e il figlio Antonio stava viaggiando in direzione di Orani quando, dopo il rifornitore, alla fine del rettilineo, all’ingresso di una curva a sinistra in leggera salita, avrebbe invaso la corsia opposta. Proprio nel momento in cui da Orani, diretta a Nuoro, stava arrivando la Renault Megane condotta da Antonio Noli, con a bordo la moglie Anna Pes e la figlioletta Sofia. Il conducente della Renault si è trovato la corsia occupata e, per evitare l’impatto con l’Alfa, ha tentato una manovra disperata. Ha sterzato alla sua sinistra nel tentativo si sfilare accanto all’altra auto, ma invece l’impatto c’è stato. Violentissimo. Tra i musetti anteriori e le fiancate laterali destre. Mentre la Renault continuava la sua corsa strisciando sul guard rail e, dopo averlo saltato, finendo in una piccola scarpata al lato della strada, dall’abitacolo è stato scaraventato fuori il seggiolino sul quale c’era la piccola Sofia. Un volo di una decina di metri prima di finire sull’asfalto bollente.

Ai primi soccorritori è apparsa una scena terrificante. Il seggiolino con la bimba in mezzo alla strada e intorno rottami fumanti e grida di dolore. La piccola era stata subito soccorsa e adagiata su un telo, in attesa

dell’ambulanza. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. Il suo cuore si era fermato più volte, ma i meravigliosi operatori del soccorso del 118 erano riusciti a riportarla in vita, adagiarla sull’ambulanza e accompagnarla all’ospedale. Dove Sofia è morta dopo una notte di agonia.

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