E “Boomerang” ritorna a Marceddì

Per la sesta volta la grande tartaruga è stata rimessa in mare

CABRAS. La speranza dei biologi è che questa volta non tenga fede al suo nome. La tartaruga Boomerang, un gigantesco maschio adulto di circa 60 chili, è ritornata a nuotare nelle acque del golfo di Oristano per la sesta volta.

La caretta caretta, infatti, detiene un record assolutamente singolare: è stata ripescata per ben cinque volte. A quanto pare, la grande tartaruga marina ha una sorta di predilezione per le acque della laguna di Marceddì, basse e calme durante tutto l’anno ma assolutamente pericolose per via delle reti fisse utilizzate dei pescatori che operano nello stagno che si affaccia sul versante più a sud del golfo.

Boomerang, però, non resiste alla tentazione di ritornare all’imboccatura della sua Laguna blu e rischia il carapace ogni volta che gli operatori del Centro di recupero del Sinis decidono di riconsegnarlo alla suo habitat naturale. L’ultima volta è stata lo scorso mercoledì mattina, quando Boomerang ha ripreso il mare per la sesta volta. L’ultimo ammaraggio della tartaruga è stato salutato da una cinquantina di curiosi che hanno raggiunto le piccole spiagge riparate dal maestrale nel versante più a sud di Capo San Marco, che è la punta meridionale della penisola del Sinis. Un calore umano che non ha scomposto la tartaruga, accompagnata passo per passo da due operatori del Cres.

Dopo le foto di rito, e dopo aver fatto una comparsata sotto gli obiettivi delle telecamere del programma televisivo “Sereno Variabile” che ha documentato il salvataggio, Boomerang si è immersa nelle placide acque del golfo e ha fatto perdere le sue tracce dopo pochi colpi di pinna. Una solitudine parziale perché sul carapace della tartaruga che ama ripercorrere le stesse rotte è stato attaccato uno strumento scientifico in grado di monitorare gli spostamenti e le abitudini della caretta caretta.

La speranza, ovviamente, è che questa volta Boomerang abbia puntato verso il mare aperto snobbando le acque della laguna di Marceddì che, ironia della sorte, sono proprio davanti (anche se distano diversa miglia) al punto in cui è stato liberato.

Ipotizzare un ritorno in acqua tra le onde gonfiate dal maestrale dall’altra parte del Capo era troppo complicato anche per gli esperti biologi che l’hanno curato per cinque volte e che oramai si sono affezionati alla tartaruga seriale che ritorna sempre dove è stata ripescata la prima volta.

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