“Sblocca-Italia”, ok al San Raffaele

Nel decreto le deroghe, ma la Lorenzin precisa: decido insieme a tutto il governo

CAGLIARI. Ogni Regione ha un suo sistema sanitario, 21 repubbliche indipendenti. Un errore da correggere, dice il ministro Lorenzin alla presentazione dell’indagine conoscitiva sulla sanità, effettuata dalle commissioni Affari sociali e Bilancio della Camera. Pierpaolo Vargiu, presidente della commissione Affari sociali, spiega la particolarità della sanità sarda che deve operare su un territorio vasto e con una densità che in alcune zone è assimilabile a quella di un comune di montagna. Il ministro Lorenzin, l’assessore Luigi Arru e Pierpaolo Vargiu sostengono l’idea di una sanità in grado di ridurre gli sprechi ma, allo stesso tempo, che abbia sempre il cittadino al centro di tutto. «Dal mondo anglosassone», dice il ministro, «dobbiamo imparare alcune cose ma non tutto: gli ospedali americani sono belli, sembrano centri della Nasa, peccato che siano solo per i ricchi». L’indagine conoscitiva della Camera mira a salvaguardare il sistema cambiandolo: «La logica del gratis per tutti» è destinata a finire. Da qui la proposta di ticket con una franchigia (200 euro) calcolata in base al reddito; e poi sanità integrativa con l’ausilio degli speciali Fondi e polizze assicurative. Nella necessità di ridurre costi ma anche di attrarre nuovi investimenti si inserisce il San Raffaele di Olbia.

«E’ stata una scelta molto forte fatta dal governo per un investimento straordinario in una regione a Statuto speciale», spiega Beatrice Lorenzin, «un investimento che esce dall’ordinarietà anche per lo stesso Stato, almeno in questa fase storica». Davanti a una platea di medici divisi a metà sulla bontà dell’operazione, il ministro Lorenzin continua: «Abbiamo voluto provare a fare una cosa sperimentale in una regione che ha parecchie difficoltà nel mondo produttivo. Adesso, da parte nostra, c’è l’obbligo di trovare il meccanismo normativo per rendere l’operazione attuale e dare una mano alla Regione per armonizzare le possibili criticità. Sono ottimista», dice il ministro, «ci sono tre anni di tempo. Sarà un’occasione straordinaria anche dal punto di vista scientifico».

La deroga sul taglio dei posti letto e su quello alla spesa sanitaria privata per l'ex San Raffaele di Olbia potrebbe arrivare con il decreto «sblocca-Italia». Il ministro lo fa capire ma poi precisa: «Queste sono decisioni che si prendono insieme a tutto il governo».

Beatrice Lorenzin non entra nel dettaglio quando le chiedono: «Se la Sardegna avesse avuto i finanziamenti dello Stato, come le altre regioni d’Italia, sarebbe stata soggetta ai piani di rientro e quindi non avrebbe ottenuto mai l’autorizzazione per l’apertura del San Raffaele...»

All’obiezione, il ministro della Salute ribatte: «Giuridicamente si lavora con la norma

esistente. Credo che il problema della Sardegna sia soprattutto la necessità di un ammodernamento, di avviare i processi di efficienza interna. La Regione ha la responsabilità di realizzare i piani guida che noi diamo come ministero ma soprattutto deve riorganizzarsi in base all’efficienza».

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