Olbiarock, la musica che suona giovane

Vincitrice della rassegna la band “Cheyenne last spirit” Sul palco gruppi arrivati da tutta la Sardegna

GOLFO ARANCI. Hanno macinato trecento chilometri, hanno conquistato la piazza gallurese e alla fine stregato anche l’attenta giuria schierata sotto il palco. I vincitori di Olbiarock vengono da lontano: sono i Cheyenne last spirit di Iglesias. Una vittoria annunciata? Forse. Dopo un paio di medaglie d’argento, stavolta la rock band è riuscita a convincere tutti e a salire sul gradino più alto del podio musicale. Composto da Francesco Perra, Matteo Floris, Francesco Addari e Stefano Figus, i Cheyenne last spirit, che fanno del rock italiano l'elemento portante, hanno trionfato nella finale di sabato sera e adesso accederanno a importanti festival nazionali. Al secondo posto, invece, sono arrivati gli Appaches di Sennori e al terzo i Defiance di Milis.

Chiuso il capitolo vincitori, si apre ovviamente quello dei bilanci. Stefano Biancu, ideatore e organizzatore del festival, il più importante in Sardegna tra quelli dedicati alle band emergenti, divide in due la sua analisi post evento. Da una parte è molto soddisfatto per il livello raggiunto dalla sua creazione, dall’altra è amareggiato vista la scarsa partecipazione di pubblico. La nona edizione di Olbiarock, infatti, per la prima volta è andata in scena a Golfo Aranci, viste le reali difficoltà nell’organizzare la manifestazione a Olbia. Il pubblico olbiese però, a parte gli immancabili aficionados, a Golfo Aranci non si è fatto proprio vedere. «Dal punto di vista degli ospiti e dell’organizzazione è stata la migliore edizione in assoluto – esordisce Stefano Biancu -. In questo senso sono davvero contento e soddisfatto. E chi non è venuto a Golfo Aranci sicuramente si è perso un grande spettacolo». Il festival è cominciato mercoledì e terminato sabato. Soltanto la finale ha fatto registrare una buona affluenza, mentre nei giorni precedenti poche decine di persone. Numeri lontani anni luce dalle passate edizioni.

«Che gli olbiesi non si muovano da Olbia è cosa risaputa, ma ci abbiamo provato lo stesso – commenta con amarezza Stefano Biancu -. Per noi è stata una sfida. Tutto è andato bene, la manifestazione ha raggiunto un livello altissimo. Peccato per il pubblico». Il nome di Olbia è andato in rosso anche per quanto riguarda la partecipazione dei gruppi. Su 14 band iscritte al festival, infatti, soltanto una proveniva da Olbia: cioè i Pelle Agra, che non hanno raggiunto la finale.

Insomma, la manifestazione di Biancu e compagni stavolta

si è come sentita orfana della sua città. Per il resto tutto secondo copione: ottime band, tanto divertimento e ospiti di livello, a cominciare dal supergruppo composto per l’occasione da membri di Tristania, Moonspell e Orphaned land. (d.b.)

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