I profughi siriani lasciano Sadali e Castelsardo
Anche gli 81 rifugiati condotti martedì nell’isola rifiutano la destinazione scelta per loro dal ministero
SADALI. Ottantuno profughi di nazionalità siriana sono arrivati martedì sera in Sardegna a bordo di un volo charter atterrato nell’aeroporto di Cagliari- Elmas per poi essere distribuiti tra Sadali, Samugheo e Castelsardo. Sono tutti in fuga dalla guerra civile che sta insanguinando il loro paese e sono arrivati avventurosamente in Italia.
Trentasei di essi, 15 bambini, 13 uomini e 8 donne, sono stati trasportati su un autobus scortato dalle forze dell’ordine a Sadali, nell’hotel “Js Janas”, il cui proprietario Stefano Fa si è aggiudicato la gara per l’affidamento del servizio di prima accoglienza ai richiedenti asilo politico bandita dal ministero dell’Interno attraverso la prefettura di Nuoro. Nello stesso albergo erano stati alloggiati nel mese di agosto 47 migranti, tutti di origine africana, in prevalenza nigeriani e ghanesi, con regolare permesso di soggiorno, trasferiti due giorni dopo il loro arrivo a Napoli in seguito ad una pacifica manifestazione di protesta, e successivamente altri 50 profughi (36 siriani, 10 palestinesi, un sudanese, un’eritrea e 2 malesi), 47 dei quali, dopo aver incontrato uno dei componenti il consiglio territoriale dell’immigrazione della prefettura di Nuoro, ed essere venuti a conoscenza dei loro diritti e doveri, hanno abbandonato l’albergo e sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
La maggior parte di essi prima di partire ha ringraziato per la squisita accoglienza gli abitanti di Sadali. Nella struttura ricettiva del paese del Cagliaritano sono rimasti solo Boureima e Moussa Kanoute, rispettivamente di 27 e 14 anni, due cugini del Mali, e Hanan, una ragazza eritrea di 18 anni. Si prevede che anche i nuovi arrivati siriani nelle prossime ore lasceranno la Sardegna.
«Sarà sicuramente così – dice il sindaco di Sadali, Romina Mura, che è anche deputato del Pd –. Per la maggior parte dei rifugiati politici l’Italia è solo una tappa. Secondo i trattati internazionali non hanno alcuna prescrizione. Sono pertanto liberissimi di muoversi e non possiamo costringerli a restare contro la loro volontà».
Gli altri 45 profughi arrivati martedì in Sardegna sono stati trasferiti a Samugheo ( 20 ) e a Castelsardo (25). Questi ultimi hanno rifiutato la destinazione e hanno già lasciato la Sardegna. Francesco Brau, uno dei responsabili della cooperativa Ecoservice che gestisce la struttura di Baia Sunaiola, ha riferito che gli immigrati non sono nemmeno scesi dal pullman che dal Cagliaritano li aveva portati, attorno alle due le mattino, nella frazione di Castelsardo. Stavolta, ha detto Brau, tra loro c’erano alcuni nuclei familiari e almeno quattro bambini tra i due e i tre anni. Gli stranieri, in fuga dalla guerra, si sono rifiutati di fermarsi e hanno proseguito il loro viaggio in cerca di un futuro migliore all’estero. La struttura di Lu Bagnu, capace di ospitare 200 immigrati, al momento accoglie in maggior parte bengalesi e africani provenienti dalla regione sud-sahariana.
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