«Cantando in catalano sono arrivata al Tenco»

L’algherese Claudia Crabuzza, ospite dell’edizione 2014

SASSARI. Chi conosce il valore di Claudia Crabuzza non si è meravigliato che la cantante algherese sia stata invitata alla prossima edizione del Premio Tenco (dal 2 al 4 ottobre nel Teatro del Casinò di Sanremo).

La scelta artistica della cantante è stata sempre all’insegna della coerenza: qualità e impegno invece del filone facile da piano bar e festa di paese. Ha cantato Gramsci e la poesia del cantatutore Pino Piras, ha cercato punti di contatto e di intesa col mondo di Victor Jara e Violeta Parra o Atahualpa Yupanqui, ha cantato con i Tazenda e ha vinto il Premio Maria Carta. Se oggi la sua voce ti rapisce è perchè ha preferito il coraggio della poesia alla formalità e la astratta bellezza di note «ben pettinate».

La voce di Claudia ti tocca perchè graffia l’anima, smuove qualcosa dentro, suscita dubbi invece di appagarti con le certezze di un brano bello e senz’anima.La signora Crabuzza, insomma, è più a suo agio col repertorio di Lou Reed che con quello di Laura Pausini . E proprio la registrazione di un brano di Reed (per una antologia con diversi interpreti ) ha contribuito ad aprire la strada del Tenco alla cantante.

Una edizione molto importante, quella del Premio di quest’anno, dal momento che festeggia di 40 anni di vita della manifestazione. Sul palco saliranno artisti come Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Modena City Ramblers , David Riondino, Scraps Orchestra, Têtes de Bois e la novantenne ebrea tedesca Esther Bèjarano, «la ragazza con la fisarmonica» di Auschwitz. Insieme a loro, i quattro Premi Tenco (John Trudell, Plastic People of the Universe, Maria Farantouri, Josè Mario Branco) e una serie di artisti: da Chiara Civello a Finardi e Paola Turci al catalano, Enric Hernandez.

Inutile dire che Claudia Crabuzza è felicissima dell’invito. «Non avrei potuto sognare nulla di meglio– dice – Andare al Premio Tenco è da sempre il mio desiderio».

E’ la prima volta che partecipa al Premio Tenco?

«Sì, ho cercato di partecipare in passato ma non ci sono riuscita. Quest’anno speravo di ripresentarmi con un mio disco. E invece sono stata chiamata come ospite».

Da quanto tempo canta?

«Dal 1982, da quando avevo sette anni. Il mio primo concerto l’ho tenuto quando avevo 8 anni. Poi ho continuato a cantare nel coro Giovani Solisti di Alghero diretto dal maestro Paolo Ligia di Sassari. E ho continuato con esperienze diverse, da corista fino al pianobar».

E così è arrivata a cantare anche con i Tazenda...

«Con i Tazenda ho cantato per due stagioni, il 2000 e il 2001. E’ stata una esperienza molto importante per me».

Perchè non ha continuato?

«Volevo portare avanti un progetto tutto mio, cosa che ho fatto con il gruppo dei Chichimeca. E nel 2002 è nato il primo disco “Barbari”, ai quali ne sono seguiti altri due, nel 2006 e nel 2012».

H a avuto altre esperienze?

«Certo, quelle con la chitarrista Caterinangela Fadda con cui ho vinto il Premio Maria Carta e con Claudio Gabriele Sanna con cui ho vinto il Premio Suns 2012 a Udine, con Angelo Vargiu al clarinetto e Paolo Zuddas alla batteria. Con loro ho fatto molti concerti in Francia e Catalogna.

Come può definire la sua musica?

«A me non

interessano troppo le definizioni e le questioni accademiche. Io mi riconosco più nella naturalità di una bella canzone che esprima un genuino sentimento popolare. Ecco perchè mi piacciono le canzoni in catalano di Pino Piras o quelle del vasto patrimonio latinoamericano, senza preclusioni».

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