Matiz si difende: «Ho sempre rispettato la legge»

L’ex capo dell’ufficio urbanistica è accusato di corruzione Sereno il sindaco Ragnedda: «Massima fiducia nei giudici»

INVIATO AD ARZACHENA. La bufera giudiziaria che ha travolto la Costa Smeralda fa tremare le stanze del Palazzo. Su uno dei tecnici simbolo del Comune, Antonello Matiz, capo dell'ufficio tecnico per 18 anni e oggi dirigente del settore Lavori pubblici, Ambiente e Manutenzioni, pesa la pesante accusa di corruzione. Ma all'indomani della perquisizione nella sua casa e nell'ufficio, l’architetto Matiz è al lavoro in municipio. Provato dalla pesantezze delle accuse, pronto a farsi da parte nel caso in cui venga sfiduciato dall’amministrazione. Ma certo di aver sempre operato seguendo la legge. Tra i fatti contestati il rilascio delle concessioni edilizie per dare il via al piano di ampliamento degli hotel di lusso di Porto Cervo: Pitrizza, Romazzino e Cervo. Per il procuratore Domenico Fiordalisi, Matiz sarebbe stato corrotto per autorizzare l'aumento di volumetrie del 25 per cento degli alberghi. «Ho firmato le concessioni dopo il parere favorevole dell'Ufficio Tutela del paesaggio, della Soprintendenza e della Regione – commenta amareggiato –. Ho sempre rispettato la legge. La magistratura controlli pure ogni mia proprietà, ogni mio conto. Non troverà nulla di illegale».

Ipotesi di sospensione. La maggioranza valuta la possibilità di sospendere il dirigente dal suo incarico. Dal novembre 2013 Matiz non è più dirigente del settore Urbanistica ma guida i Lavori pubblici. Un provvedimento voluto dalla giunta di Arzachena per dare seguito alla normativa anticorruzione. La legge impone la rotazione dei funzionari che si trovano ai vertici di settori a rischio dopo un certo numero di anni. In casi come questo, è previsto che il dirigente venga spostato in un settore diverso da quello all'interno del quale avrebbe commesso il reato oggetto di indagine. Ma Matiz da quasi un anno non è più il responsabile dell'Urbanistica.

Le reazioni. Il sindaco Alberto Ragnedda si mostra sereno e fiducioso. «Arzachena è una comunità fatta per lo più di persone per bene – commenta il primo cittadino –. È anche meta di investitori nazionali e internazionali. Non può e non deve essere etichettata come poco affidabile per gli investimenti. Ripongo massima fiducia nell’operato della magistratura volto a chiarire lo stato di salute di una comunità come quella arzachenese che tanto ha dato alla Gallura e alla Sardegna intera. E necessario che si faccia luce su questa vicenda».

Il consigliere comunale Tore Mendula oggi siede nei banchi della minoranza. Ma ai tempi del rilascio delle concessioni edilizie per l’ampliamento degli hotel di proprietà della Colony di Barrack, oggi del Qatar, faceva parte della giunta guidata dall’allora sindaco Piero Filigheddu. «Personalmente mi dispiace vedere che un professionista competente, che per 18 anni ha operato con serietà nel nostro ufficio tecnico si trovi ad affrontare una così pesante accusa e a essere messo alla gogna in questo modo – commenta –. Sono fiducioso nell’operato della magistratura. Il mio augurio è che l’architetto Matiz ne esca fuori pulito. Ricordo bene la vicenda delle concessioni edilizie per l'ampliamento degli hotel di Porto Cervo. Allora ero capogruppo di maggioranza. Matiz temporeggiò per oltre un anno prima di firmare le licenze per costruire. Voleva certezze dalla Regione, dalla Soprintendenza, dalla Tutela del paesaggio. Solo quando arrivarono i pareri favorevoli firmò la prima concessione per le suite del Romazzino».

La convenzione. Allegato al piano di ampliamento del 25% degli hotel

concesso alla Colony da Regione e Comune c’era una convenzione, firmata nel 2010. Stabiliva il versamento di 2 milioni di euro del privato all’ente locale per realizzare opere pubbliche. A oggi è stato versato solo 1 milione. Nel 2013. Anche la convenzione è oggetto di indagine della procura.

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