Parchi, scatta la tolleranza zero contro i cafoni da spiaggia

Il presidente Giuseppe Bonanno, La Maddalena: «Abbiamo previsto l’inasprimento delle sanzioni» Ma continueranno a mancare in ogni caso le guardie all’interno delle aree protette

OLBIA. Paradisi da difendere. Dall’invasione dei cafoni. Cresce il numero di trasgressori in costume e infradito. Dalla Gallura all’Asinara fino all’Ogliastra. Il caso della Spiaggia Rosa, profanata da un gruppo di turisti polacchi, non è isolato. In passato il lido è già stato violato. La punizione per i responsabili è stata una ramanzina o una multa da 50 euro. Ma già dalla prossima estate tentare l’assalto a Budelli sarà più salato. Il parco dell’arcipelago della Maddalena studia le nuove multe. Non più da 50 a 300 euro, ma da 500 a 1000 euro. Servirebbe invece una modifica alla legge istitutiva dei parchi per dotare le aree protette di pattuglie di vigilantes con poteri repressivi. Come succede nel vicino parco di Lavezzi.

Dune violate. Sulla terraferma un prezioso aiuto nel punire i cafoni dell’estate arriva dalla polizia locale. Sui litorali di Olbia e Arzachena tra giugno e agosto gli agenti hanno autografato alcuni verbali pesanti. Sulla spiaggia di Liscia Ruja, nel versante di Razza di Juncu, i vigili di Arzachena hanno beccato un Hummer giallo, comodamente parcheggiato sulla sabbia, a due passi dal bagnasciuga. La violazione del Codice della navigazione è costata 1033 euro al proprietario del potente fuoristrada. La stessa multa se la sono aggiudicata dei turisti tedeschi che avevano posteggiato il loro camper sulle dune del lido delle Saline. Sempre tedeschi i vacanzieri che con la loro casa sulle ruote erano arrivati fino alla spiaggia e avevano anche scaricato i reflui sulla sabbia d’argento.

Il caso Budelli. Una ordinanza dell’agosto 2008 regola l’accesso a Budelli, l’isola con la Spiaggia Rosa. Ma la multa in caso di violazione arriva solo in caso di flagranza, se si viene trovati a passeggiare sulla soffice sabbia rosa. Una contraddizione che il Parco intende correggere. Il giro di vite è già inserito nel Piano del parco, strumento in attesa di approvazione da parte della Regione. «Abbiamo previsto un inasprimento delle sanzioni – spiega il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno –. Da un minimo di 500 a un massimo di 1032 euro. Il Piano del Parco è stato inviato alla Regione. Stiamo apportando le modifiche richieste». Il passo lento della burocrazia consentirà all'ente di avere il suo regolamento approvato per la prossima estate. Ciò che però continuerà a mancare saranno le guardie del Parco. Un corpo di vigilantes del mare, incaricati non solo di sorvegliare i gioielli dell'arcipelago ma anche di multare chi non li rispetta. «Solo i parchi storici, come il Gran Paradiso, hanno questo tipo di guardie – aggiunge Bonanno – . I parchi giovani, quelli nati con la legge 394, non hanno la possibilità di avere un corpo di vigilanza e si devono appoggiare alle forze dell'ordine esistenti. Loro sono sempre molto disponibili, in particolare la capitaneria, ma non hanno certo uomini a sufficienza. Da anni i parchi italiani giovani chiedono di essere dotati di personale che possa partecipare alla repressione degli illeciti».

Cafoni all’attacco. Ma Budelli non è la sola palestra per cafoni. A essere violati nell’arcipelago sono divieti generali, come l'ancoraggio sui tappeti di posidoniao l’abbandono dei sacchetti in spiaggia. Poi ci sono divieti specifici. Come quello assoluto di raggiungere l'isola di Mortorio, zona di tutela integrale come anche Mortorietto, Li Nibani e Le Bisce. O come l'ordinanza sulla

spiaggia di Bassa Trinita. Vietato calpestare le dune se non si vuole pagare una multa di 100 euro; raccogliere flora, sabbia, conchiglie, se non si vuole pagare una multa da 600 euro, ridotta di 200; accendere fuochi in spiaggia o piantare ombrelloni sulle dune rischia di costare 900 euro.

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