Olbia ancora ferita dall’alluvione

I bambini di Maria Rocca, distrutta dal ciclone, divisi tra più edifici. L’assessore: subito i lavori

OLBIA. La campanella è ammutolita. Le porte sono chiuse e il giardino ha il colore delle erbacce ingiallite. Guardi Maria Rocca e la desolazione si presenta nuda e cruda. Niente bambini che scalpitano per superare le porte a vetri, niente mamme e papà che scambiano due parole prima di rimettersi in macchina. La scuola alluvionata è una scatola vuota e silenziosa. Ieri mattina la campanella ha suonato in tutti gli istituti della città. Ma non dentro Maria Rocca. La scuola, sia elementare che materna, è chiusa dal 18 novembre. Massacrata dal fango, perché costruita su un canale tombato, è il simbolo di una città ben lontana dal terminare i conti con la sua tragedia. Nel frattempo, però, si lavora per una ricostruzione a tempo di record. Il nuovo edificio sorgerà in un posto più sicuro: c’è il progetto e ci sono soprattutto i soldi, figli di una milionaria maratona di solidarietà. Al momento, invece, i 300 alunni sono smistati a spasso per la città, ospitati da altre scuole e dall’oratorio di una parrocchia.

I bambini di Maria Rocca hanno cominciato l’anno scolastico separati. Alcune classi sono state trasferite nella sede centrale dell’istituto comprensivo di via Vicenza, altre nella scuola primaria di Poltu Cuadu e altre ancora nell’oratorio della parrocchia della Sacra Famiglia. Tra normali disagi, soprattutto organizzativi, rimane la soddisfazione di aver scongiurato il doppio turno, temuto dai genitori. La scuola dell’infanzia è invece ospitata nei locali dell’ex istituto dei salesiani, a Poltu Cuadu. Qui, ieri, alcuni genitori, per rendere più accoglienti le aule, si sono rimboccati le maniche e hanno eliminato la vernice che copriva i disegni sulle pareti, realizzati da un nido che in precedenza occupava gli spazi.

L’obiettivo, comunque, è quello di riunire entro novembre tutti i bambini proprio nell’ex istituto dei salesiani, allestendo un’altra ala. I genitori pretendono certezze sulla tempistica. E l’assessore all’Istruzione, Giovanni Antonio Orunesu, è ottimista. «Bisogna realizzare dei lavori per rendere usufruibili gli spazi – dice Orunesu -. Per fortuna non si tratta di interventi edili, ci sono da fare gli impianti elettrico, antincendio, idraulico e montare una scala. Se tutto andrà come previsto i lavori termineranno entro due mesi».

Per la ricostruzione la gara di solidarietà è scattata subito. Così la scuola sorgerà entro luglio. Fondazione Banco di Sardegna, Corriere della Sera e Tg La7 hanno infatti donato 2 milioni e 200mila euro, mentre con i 90mila raccolti dalla Nuova Sardegna saranno acquistati gli arredi e l’aula informatica. L’ordine degli architetti, invece, ha pensato al concorso per il progetto. La nuova Maria Rocca, il primo edificio a essere ricostruito dopo l’alluvione, nascerà in via Vicenza, accanto al comprensivo di cui fa parte. Sarà una scuola moderna, ecosostenibile e con un aspetto semplice ed elegante. Ottimismo sui tempi, visto che trattandosi di un’operazione privata si potranno

saltare gare e ostacoli burocratici tipicamente statali. «Venerdì in consiglio passerà l’esproprio di un terreno per la viabilità esterna – spiega Giovanni Antonio Orunesu -. Entro i primi 10 giorni di ottobre si dovrebbe partire con i lavori. L’obiettivo è di terminarli entro il 31 luglio».

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