ieri a sassari “Voci di donna”

Il fantasma della strega Julia e il Castello dell’Inquisizione

SASSARI. Una formula nuova e originale: l'attrice Teresa Soro che recita il suo monologo nel barbacane dell'antico Castello aragonese, e sopra, nella piazza, gli spettatori, comodamente seduti nelle...

SASSARI. Una formula nuova e originale: l'attrice Teresa Soro che recita il suo monologo nel barbacane dell'antico Castello aragonese, e sopra, nella piazza, gli spettatori, comodamente seduti nelle sedie seguono lo spettacolo su uno schermo.

Sarà stato il fatto che l'attrice recitava nel luogo in cui si è svolta la vicenda di Julia Carta, la (presunta) strega di Siligo, incarcerata e condannata dall'Inquisizione spagnola alla fine del XVI secolo, ma la rappresentazione ha dispiegato tutto il suo straordinario impatto emotivo.

La recitazione di Teresa Soro è stata meravigliosamente intensa poiché l'attrice si è perfettamente calata nel controverso personaggio al quale Tommasino Pinna ha dedicato un libro frutto delle ricerche d’archivio . Libro al quale si è liberamente ispirato Cosimo Filigheddu nella scrittura teatrale messa in scena dalla cooperativa Teatro e/o Musica e inserita nel cartellone di “Voci di donna”.

Ma se l'autore del testo teatrale voleva raggiungere lo scopo di raccontare la vicenda di una donna accusata di stregoneria e condannata al rogo ma soprattutto quella del Castello e della sua demolizione, ebbene, lo scopo è stato perfettamente raggiunto.

Il testo di Filigheddu sembra un abito su misura per la Soro, che sapevamo bravissima attrice, ma che mai prima di ora aveva raggiunto vertici interpretativi come quello dell'altra sera. Giusto il clima creato (grazie all’idea tecnologica di Monica Demurtas), giustissimo il costume scelto, meravigliosamente azzeccato il tono della recitazione.

Per dire la verità avevamo già visto tempo fa la stessa opera, con la stessa attrice, in scena al teatro Civico. Con la Soro in abiti di scena un po' troppo hollywodiani. No, stavolta era diverso anche il testo recitato anche perché è stata proposta la prima versione integrale scritta da Cosimo Filigheddu.

Testo ricco di spunti che inducono riflessioni su temi di straordinaria attualità, dal ruolo della donna vittima dei soprusi e delle violenze del parroco del paese e degli uomini, all'Inquisizione, al rapporto tra il Castello e la città, alle motivazioni della sua demolizione. Questi ultimi temi verranno appronditi in futuro, con altre inziative coordinate da Monica Demurtas.

La storia del Castello è stata mirabilmete raccontata sullo schermo dallo storico dell'arte Alessandro Ponzeletti, attraverso i vari passaggi

che ne hanno illustrato i momenti salienti della vita della struttura.Il pubblico, numeroso, ha apprezzato e applaudito a lungo.

Stasera alle 21 si torna al Civico per il quarto appuntamento di "Voci di donna" che presenta una divertente pièce dal titolo "Tacchi misti". (p.p.)

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