Il Caso Trivelle

La Sardegna guida il fronte del no

Accolta all’unanimità la proposta di fermare lo «Sblocca Italia»

CAGLIARI. La Regione ha deciso gli articoli che andrebbero cancellati del decreto «Sblocca Italia». Il primo è quello che accentra sullo Stato le autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi, dalle trivelle a terra alle piattaforme offshore, l’altro è sulla rete nazionale per il recupero di energia, cioè termovalorizzatori e inceneritori. Sono queste le due proposte presentate, in videoconferenza, dall’assessore all’Ambiente Donatella Spano, alla riunione della commissione energia della Conferenza delle Regioni, anteprima della riunione decisiva di giovedì in cui ci sarà il faccia a faccia col Governo proprio sul decreto «Sblocca Italia», in discussione al Parlamento per essere convertito in legge. Sulle trivelle la proposta di «uno stop immediato al centralismo» è stata condivisa da tutte le Regioni. Sugli inceneritori con la Sardegna si sono schierate Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia, Puglia e Friuli. È quel fronte compatto, almeno sulle ricerche di idrocarburi, da sempre invocato dalla Sardegna e di cui ora il Governo dovrà tenere conto. «Non è davvero auspicabile – ha detto tra l’altro Donatella Spano – una legge che trasferisca allo Stato le competenze delle Regioni vista soprattutto la delicatezza e il forte impatto sul territorio di queste possibili autorizzazioni».

Ora il fronte unico vuole «esercitare un peso importante nei confronti di Roma, per arrivare al necessario dialogo paritario basato sulla leale collaborazione fra le istituzioni», ha aggiunto l’assessore all’Ambiente. Fra pochi giorni, giovedì, sarà il giorno della resa dei conti.

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