La Regione difende le serre fotovoltaiche

Narbolia, ricorso della Giunta al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che le aveva bloccate

NARBOLIA.  L’impianto di serre fotovoltaiche a Narbolia? Buono e giusto. Così la pensa la Regione che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del luglio scorso con cui si decretava l’irregolarità delle autorizzazioni che avevano dato il via all’insediamento. Ci sarebbe la firma del presidente Francesco Pigliaru sul ricorso che punta a invalidare il pronunciamento dei giudici amministrativi regionali secondo cui le 1.600 serre fotovoltaiche di Narbolia sono fuori legge, perché a dare il via libera alla costruzione dell'impianto della società Enervitabio era stato, durante la precedente legislatura, il Comune; e perché il sì era arrivato attraverso una legge e un iter procedurale che non dovevano essere presi in considerazione in un caso come questo.

La decisione di fare ricorso sarebbe stata motivata con la necessità di dare spazio alle energie rinnovabili e con «le ricadute in termini di qualità delle vita e di sviluppo occupazionale». I ricorso al Consiglio di Stato, che vede insieme Regione e Enervitabio (con il Comune che si sarebbe solo costituito in giudizio) riapre quindi uno spiraglio alle speranze della società che a Narbolia ha realizzato un mega impianto fotovoltaico, sistemato su un complesso sistema di 1.600 serre disposte su una superficie agricola di oltre 60 ettari.

Secondo i giudici del Tar l’impianto era stato realizzato grazie a autorizzazioni non regolari rilasciate dal Comune. E a nulla era valsa la sanatoria poi decisa dalla Regione con la firma dall'ex assessore all’Agricoltura, Oscar Cherchi, perché avrebbe dato legittimità a un percorso che sin dal momento iniziale era viziato da irregolarità.

I giudici del tribunale amministrativo avevano dato ragione alle associazioni Adiconsum e Italia Nostra e al comitato di cittadini che avevano sempre contestato l'impianto realizzato in località S’Arrieddu. Un ricorso al Consiglio di Stato era atteso, ma forse non ci si attendeva che a presentarlo fosse anche la Regione. «Invece la cosa non mi meraviglia – dice Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico-Amici della Terra –. Non mi meraviglia che difendano il loro provvedimento».

In realtà il provvedimento era della precedente amministrazione, ma la Giunta di centrosinistra sembra intenzionata a proseguire sulla stessa strada. «Perché a una parte di questa amministrazione regionale quella situazione non dispiace – prosegue Deliperi – e poi credo stiano difendendo l’applicazione di disposizione e il principio secondo cui la competenza in materia è regionale. Ma c’è un vizio di fondo: per realizzare quell’impianto sarebbe stata necessaria la valutazione di

impatto ambientale. Che non c’è stata».

Davanti al Consiglio di Stato lo scontro finale che deciderà le sorti dell’impianto. Con gli oppositori pronti a dare battaglia sino all’ultimo. E con la Regione che si schiera con Comune e Enervitabio.

@Petretto

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