La sfida di tre giovani imprenditori sardi, varato lo yacht Luxi 33

La barca ecologica interamente realizzata ad Arbatax è una realtà:

presentata con successo ai saloni di Cannes e Genova

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INVIATO AD ARBATAX. Li avevamo lasciati ad aprile, mentre in un capannone nella zona industriale di Arbatax davano gli ultimi ritocchi alla loro creatura, Luxi 33, preoccupati di reperire attraverso il meccanismo del crowdfunding una parte consistente dei soldi necessari a realizzare il loro sogno: una barca di lusso ma ecologica, con motore ibrido a basse emissioni e un forte impiego di energia solare, costruita interamente in legno, con interni sofisticati e uno scafo innovativo. Il sogno di tre giovani sardi, tutti con la passione del mare e con studi, competenze ed esperienze professionali nella nautica di fascia alta.

Cinque mesi dopo l’obiettivo è stato raggiunto. Luxi 33 del Cantiere Savona è stata varata il primo settembre scorso nel porto di Arbatax e da qui ha preso il mare verso la Costa Azzurra, a Cannes, dove ha partecipato con successo allo Yachting Festival 2014, la più importante mostra europea dedicata alla nautica. Luxi 33 (in sardo campidanese significa Luce e si pronuncia Lusci, 33 sono i piedi di lunghezza, dieci metri). «L’accoglienza è stata ottima» dice Mauro Bandini, natali a Gonnosfanadiga, laurea in economia e commercio, che nella startup si occupa di marketing. «Una rivista del settore l’ha inserita tra le quattro proposte più innovative della fiera. Hanno incuriosito l’originalità e la classe della barca, l’ecosostenibilità alla base del progetto».

Da Cannes a Genova, dove ai primi di ottobre si è svolto il Salone della nautica, un’altra vetrina prestigiosa. «Anche qui l’interesse è stato elevato, centinaia di persone sono salite a bordo. Gli esperti notavano le soluzioni tecniche adottate, a cominciare dallo scafo innovativo, frutto di una carena semiplanante, che insieme all’ibrido garantisce consumi davvero irrisori. Persone più attente all’estetica, invece, in particolare il pubblico femminile, sono rimaste colpite dagli interni di Antonio Marras, i cui motivi hanno poi ritrovato nell’ultima collezione dello stilista algherese».

Molti complimenti, dunque, ma non solo. Perché molti amanti delle barche di lusso hanno manifestato il loro interesse ad acquistare questo straordinario prodotto dell’artigianato Made in Sardinia. Quanti? «Al momento – continua Bandini – abbiamo circa 25 manifestazioni di interesse, ora bisogna vedere se si tradurranno in realtà, in ordini veri e propri. Noi restiamo con i piedi ben piantati a terra e proseguiamo nella politica dei piccoli passi che sinora ci ha caratterizzato. Ma se ci venisse richiesto siamo pronti a produrre anche lo yacht da 90 piedi (27 metri) che abbiamo già progettato.

Prima di Cannes e Genova, Luxi 33 ha avuto un’anteprima molto cool a Porto Cervo, in una serata di presentazione all’Harrods Village. Nel paradiso dello shopping ad alto livello e della nautica di lusso, la piccola Luxi 33 non ha affatto sfigurato, ma è piaciuta molto per la sua sintesi fra ecocompatibilità e bellezza. Attualmente la barca è a Porto Rotondo.

Ora non resta che attendere le commesse, dopo di che nella zona industriale di Arbatax, in quello che in un tempo non lontano sembrava destinato a ospitare il polo nautico della Sardegna, si procederà alla costruzione delle barche.

Il Cantiere Savona è composto da tre giovani fra i 32 e 38 anni. Con Columbu lavorano Giovanni Vacca,

carlofortino, ingegnere navale, e Andrea Columbu, architetto cagliaritano, che ricopre il ruolo di amministratore. Il Cantiere Savona si chiama così in omaggio al nonno materno di Columbu, mastro d’ascia siciliano sbarcato in Sardegna a fine Ottocento.

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