Ospedale San Raffaele a Olbia, braccio di ferro sui terreni

La trattativa è diventata difficile: le banche sono pronte a cedere l’edificio già costruito alla Qatar foundation per 30 milioni, ma per i 60 ettari di aree attorno gli arabi non sono disposti a pagarne più di 4

OLBIA. Felicità dimezzata. Le banche sono pronte a cedere il white building alla Qatar foundation per 30milioni di euro. L'accordo con gli istituti di credito c'è. Ma manca l'intesa sui terreni intorno all'edificio bianco destinato a diventare un polo sanitario di eccellenza. La QF è pronta a spendere poco più di 4milioni di euro per i 60 ettari che circondano lo scatolone di cemento alle porte di Olbia. Ma i curatori fallimentari non intendono cedere. Secondo loro la cifra è troppo bassa. Senza quei terreni il Qatar andrà via.

L'ultimatum del 23 ottobre resta in piedi. Se entro quella data la procedura di acquisto non sarà ultimata l'emirato saluterà l'Italia e dirotterà altrove la pioggia di milioni di euro. Una notizia che lascia l'isola con il fiato sospeso. Sì delle banche. L'accordo della QF con il pool di banche, tra cui Sardaleasing, e i curatori fallimentari è una vittoria a metà.

La notizia arriva in tarda serata dopo una lunga riunione. L'edificio bianco può essere ceduto definitivamente alla Qf. Le banche fanno appello al senso di responsabilità e accettano la proposta qatarina. 30 milioni di euro per l'immobile su cui serve un pesante intervento di riqualificazione. Una cifra molto più bassa di quella ipotizzata dalle banche all'inizio della trattativa, ma molto più alta della spesa immaginata dalla QF. Il futuro del San Raffaele resta però ancora sospeso. Adesso è solo nelle mani dei curatori fallimentari. Le banche escono di scena.

I terreni contesi. Intorno al white building ci sono 60 ettari con una destinazione vincolata. O agricola o ospedale. La Qf è disposta a pagare quei terreni franosi, sui cui esiste anche un rischio idrogeologico 3milioni 800mila euro. Sul piatto altri 700mila per i ruderi che si trovano sulle aree. Per i curatori fallimentari la cifra è bassa. Muro contro muro. Nessuna delle due parti vuole cedere. La sanità firmata Bambin Gesù rischia di restare un sogno.

Qatar pessimista. Lucio Rispo è il numero uno in Italia della Qf. Per due anni ha condotto le trattative per l'acquisizione del San Raffaele. Con diplomazia ha tessuto la tela degli accordi con le banche e la classe politica. «Personalmente sono molto pessimista – dichiara –. Aspetteremo fino al 23 per rispetto nei confronti di tutte le persone che si sono spese in questi due anni. Dal premier Renzi al sottosegretario Delrio al presidente Pigliaru al deputato Gianpiero Scanu. Ma se entro quella data non ci sarà l'accordo il Qatar andrà via dall'Italia». Le reazioni. «Ci troveremo di fronte a un omicidio di massa e a un suicidio – dice il deputato Pd Gianpiero Scanu –. La mancata realizzazione di questa struttura sarebbe un atto omicida verso la comunità sarda. E un suicidio per chi ne ha la proprietà. Quell'area è vincolata. E l'edificio destinato all'ospedale finirebbe per essere demolito. Voglio davvero sperare che questi signori si fermino

un passo prima».

Speranzoso ma non meno determinato il sindaco Gianni Giovannelli. «Prosegue il dialogo e c'è un interessamento anche del Governo. Ma nel caso in cui la trattativa dovesse andare male non potremo più accettare una struttura così impattante . E verrebbe demolita».

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