Asl, la riforma in tre mosse

Centrosinistra compatto. Rinviata l’apertura dell’Areu. I commissari a novembre

CAGLIARI. La «sintesi politica è fatta»... «è stato faticoso, ma ci siamo riusciti». L’hanno detto, in contemporanea, Raffaele Paci, vicepresidente della Giunta, e Gianfranco Ganu, presidente del Consiglio, all’uscita dall’ennesimo vertice di maggioranza su sanità, Asl e dintorni, il terzo in meno di due giorni. Stavolta pare che tutti i problemi interni al centrosinistra, erano molti, siano svaniti. Martedì, in aula, la coalizione si presenterà compatta intorno alla proposta di legge del Pd sul riordino del «sistema regionale». All’improvviso sono rientrati i malumori e anestetizzata ogni ribellione: come? «Grazie a un percorso condiviso», sono le parole di Anna Maria Busia del Centro Democratico, ex ribelle, cui vanno aggiunte quelle del relatore di maggioranza, Luigi Ruggeri del Pd: «Con gli emendamenti presentati dalla Giunta e dalla coalizione, sarà tutto più chiaro». Anche i tempi della riforma.

Primo passo. Il centrosinistra lo farà con l’approvazione a larga maggioranza della proposta di legge. Darà il via libera all’Azienda per le emergenze, l’Areu, che però non partirà subito, alla Centrale unica acquisti e appalti, entrerà in servizio a novembre, poi riporterà sotto il controllo dell’assessorato l’Agenzia e della sanità e infine indicherà i criteri per «classificare gli ospedali» in regionali e territoriali. Fra le righe della prossima legge ci sarà anche la clausola che «impegna la Giunta a una significativa riduzione delle Asl», senza però indicare quante saranno.

Secondo passo. Sarà il commissariamento delle otto aziende sanitarie, di quella ospedaliera del Brotzu e dei due policlinici universitari a Sassari e Cagliari. L’operazione pulizia dovrebbe avvenire ai primi di novembre. Il compito di traghettare le 11 strutture verso la riforma sarà assegnato, con molta probabilità, ad altrettanti funzionari dell’assessorato, che nel frattempo diventerà della Salute. Ai commissari saranno affidati tre compiti. Rimettere sotto controllo, in sicurezza i conti delle Aziende, nei giorni scorsi a denunciare il caos è stato anche il rettore di Cagliari, Giovanni Melis, e lo dovranno fare con «un’amministrazione ordinaria molto oculata». Il secondo compito sarà quello di «individuare in ogni struttura reparti, competenze e personale» che poi entreranno a far parte della futura Azienda per le emergenze. Azienda che nel frattempo sarà definita sulla carta dai tecnici dell’assessorato. Il mandato dei commissari durerà fino a febbraio. In primavera verrà alla luce la vera riforma.

Terzo passo. La riforma, appunto. Il numero delle Asl scenderà da otto a quattro, con la certezza che «nei territori non saranno ridimensionati i servizi sanitari, ma chiusi solo gli uffici amministrativi». Confermata l’autonomia del Brotzu, che controllerà anche l’Oncologico e il Microcitemico, mentre a Sassari il Santissima Annunziata sarà amministrato dal policlinico e non più dalla Asl. Il vero problema sarà l’estensione territoriale delle quattro aziende: il Sulcis sarà accorpato col Medio Campidano, l’Ogliastra con la parte dell’Asl 8 che sarà esclusa dall’Area metropolitana di Cagliari, Olbia e Nuoro andranno insieme, Sassari resterà così com’è.

La novità. È in un comunicato dei Riformatori finora molto

critici dai banchi dell’opposizione alla bozza del Pd: «Appoggiamo con determinazione – scrivono – la proposta del presidente Pigliaru per il taglio del numero delle Asl e la sosterremo in Consigli, perché va nella direzione da noi indicata: taglia le poltrone, riduce i costi». (ua)

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