Fondi ai gruppi, scontro sulla superteste

Sentito Atzeri, accusato di avere mobbizzato Ornella Piredda. In udienza anche gli assistenti di Scarpa

CAGLIARI. Nel 2004 Roberta Medda era la compagna di Beniamino Scarpa e lavorava per lui come collaboratrice alle attività politiche e usava in esclusiva un’Audi 4 acquistata dal consigliere regionale. L’auto era stata acquistata da Scarpa ma la manutenzione, stando alle accuse del pm Marco Cocco, veniva saldata con i soldi del gruppo regionale misto. Quattr’anni dopo Roberta Medda è diventata la moglie dell’ex consigliere regionale ed ora sindaco di Porto Torres. E ieri è stata chiamata in tribunale dalla difesa per spiegate quali fossero le sue mansioni nell’ufficio di Scarpa. Ha chiarito, così come i colleghi Gianluca Fresi e Carlo Cossu, che a rimborsare ogni spesa era Scarpa. In contanti, con la carta di credito e col bancomat. Si parla di incontri con sindaci ed elettori, pranzi e cene di lavoro, attività che secondo la difesa sarebbero compatibili con le norme che regolano l’uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi, illegali secondo l’accusa perché legate alle attività politiche «private» del consigliere. Fin qui l’udienza sulla posizione di Scarpa, scorporata per ragioni tecniche da quella degli altri diciassette onorevoli ed ex onorevoli finiti sotto processo con l’accusa di peculato aggravato, nel frattempo diventati sedici, perché Giuseppe Giorico è deceduto senza mai comparire in aula. L’altra fase dell’udienza è stata dedicata alla posizione di Giuseppe Atzeri, sardista ed ex presidente del misto, a giudizio anche per maltrattamenti e abuso d’ufficio per aver sottoposto la funzionaria Ornella Piredda a un prolungato mobbing: lei chiedeva che le spese dei consiglieri venissero rendicontate e lui l’emarginava, fino a privarla di funzioni e persino di una stanza attrezzata in cui lavorare. I testi chiamati dall’avvocato di parte civile Andrea Pogliani hanno confermato gran parte delle accuse. Lo psichiatra Francesco Toccafondi ha consegnato al tribunale presieduto da Mauro Grandesso una relazione elaborata nel 2007 in cui le condizioni di salute della Piredda vengono illustrate fin nei dettagli clinici: «L’ho curata per anni e ancora è una mia paziente – ha detto il medico – per uno stato depressivo da considerarsi cronico dovuto ai conflitti maturati sul lavoro». Toccafondi ha ricostruito la vicenda della funzionaria partendo dai numeri: «Ha totalizzato in otto anni 661 giornate di assenza dal lavoro per malattia, l’ho visitata 35 volte, l’ultima a gennaio scorso. La salute è migliorata soltanto quando la signora Piredda è stata collocata in pensione proprio per le sue condizioni, rese ancora più difficili da un problema oculare che lo stress maturato nell’ambiente di lavoro può aver contribuito ad aggravare». L’avvocato Pogliani ha poi chiamato a testimoniare alcuni ex consiglieri regionali imputati nel filone generale del processo: l’avvocato Agostinangelo Marras, che difende Atzeri, si è opposto al loro esame per la connessione della loro posizione con quella di Atzeri e indirettamente della Piredda, che è parte offesa. Il tribunale ha respinto la questione e la parte civile sembra aver portato a casa tre verbali d’udienza molto utili per dimostrare la tesi d’accusa del maltrattamento e dell’abuso d’ufficio legali alla vicenda della Piredda. Sergio Marracini ha confermato che la funzionaria aveva una posizione centrale nel gruppo misto, con incarichi di ricerca legislativa e comunicati poi perduti dopo lo scontro con Atzeri. Riconoscimenti analoghi sono arrivati da Peppino Balia, mentre Maria Grazia Caligaris ha smentito che l’ufficio assegnato in presunta «punzione» alla Piredda non fosse il solo privo di connessione internet. È un dettaglio importante, perché dimostra la volontà - sostenuta dall’accusa - del capogruppo Atzeri di isolare la funzionaria

che rompeva la consegna del silenzio sull’uso improprio dei fondi. Il processo andrà avanti il 14 novembre coi testi della difesa di Salvatore Amadu. Il 28 novembre udienza per Scarpa e il 9 dicembre per Renato Lai, la cui posizione è stata scorporata per l’assenza di ieri. (m.l)

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