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La Giunta inventa il lavoro per 4mila rimasti senza cig

L’esecutivo investe di 26 milioni di euro per tirocini in azienda per over 40 Le imprese che assumeranno avranno un bonus fino a 6mila euro all’anno

CAGLIARI. Senza più il paracadute degli ammortizzatori sociali, quattromila ex lavoratori erano sul baratro. Niente più assegno, nulla di nulla, per volontà del governo Renzi, con il suo secco no ad altre proroghe. A metterci una pezza, ancora una volta, sarà la Regione, con i corsi per «riqualificare chi ha dai 40 ai 59 anni e da troppo tempo era relegato ai margini del mercato del lavoro». Sono gli assistiti di lungo corso, alcuni di loro coperti dagli ammortizzatori sociali anche da più di 30 anni. Finiti e prigionieri della «gabbia sociale», ora potranno imparare una professione in più e sperare di essere assunti. Non è un’altra assistenza, «questa è politica attiva per lavoro», ha detto il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, nel presentare il progetto con l’assessore Virginia Mura. Il finanziamento sarà di ventisei milioni per avviare gli stage nelle aziende, garantire agli ex lavoratori un minino di reddito, 600 euro per sei, e poi pagare il bonus alle imprese che assumeranno i corsisti: da un minimo di 1.500 all’anno fino a 6mila in caso di contratti a tempo indeterminato.

Il progetto non ha un nome, ma potrebbe essere ribattezzato «Garanzia veterani» sulla falsariga di quello che invece sempre da novembre in poi permetterà a oltre diecimila giovani (dai 15 ai 29 anni) di trovare un lavoro spesso per la prima volta. Se sperare è diventato difficile per le ultime generazioni, non possono certo star meglio gli ex dipendenti di vecchia data. Penalizzati, come risulta anche dalla banca dati dell’assessorato, non solo dall’età, ma anche dal titolo di studio, non più della licenza Media, e dal ridotto curriculum professionale, la maggior parte erano impegnati nel settore dei servizi. La rivoluzione – come ha detto Pigliaru – è proprio «farli uscire dalla gabbia degli eterni ammortizzatori sociali, perfetta follia del sistema Italia, aprire loro nuovi orizzonti, rimetterli in contatto col sistema produttivo e puntare a una nuova assunzione». Sì, perché il progetto «Garanzia veterani» non sarà «una proroga mascherata degli attuali ammortizzatori sociali – ha aggiunto l’assessore Mura – Vogliamo che questi ex lavoratori ritornino a essere attivi e produttivi». La filosofia social-economica assomiglia molto a quella rilanciata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ma c’è una differenza sostanziale: la Regione dei “suoi” quattromila non vuole lasciarne neanche uno a terra.

La strategia è chiara: prima i corsi di riqualificazione, saranno organizzati in base alle esigenze delle aziende, poi il lavoro, come se gli annunciati sei mesi di stage fossero un lungo periodo di prova. Con questa prospettiva finale: che almeno un corsista su tre sia poi assunto, meglio ancora se lo sarà a tempo indeterminato. Tutto questo – come ha detto il governatore – sarà come «restituire dignità e futuro a chi rischiava di non aver più nulla». Ma il progetto servirà a dare anche una scossa agli ex lavoratori finiti ostaggio della rassegnazione, o semmai convinti che per vivere «bastava avere un assegno

dello Stato». Ora non più, ci saranno gli stage, i bandi saranno pubblicati a breve sul sito dell’assessorato al Lavoro, e a quel punto tutti i quattromila dovranno indossare di nuovo la tuta Per poi incrociare le dita e sperare che fra sei mesi la crisi sia meno pesante. (ua)

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