Lasciapassare per l’Azienda che gestirà il 118

Il Consiglio regionale dice sì. L’assessore: costa 146 milioni, risparmieremo. L’opposizione: è un bluff

CAGLIARI. L’Azienda regionale per le emergenze e il 118 nascerà fra sette mesi ma nel frattempo conquista una “esse” che potrebbe essere persino di buon auspico. Non sarà più solo Areu, diventerà Areus, per volontà del Consiglio regionale. È stato questo il primo battesimo per l’azienda che da maggio le, in piena autonomia, organizzerà e gestirà da Nord a Sud ricoveri d’urgenza, pronto soccorso e ambulanze. Il via libera per ora sulla carta è arrivato nella terza giornata di dibattito sulla riforma volante del sistema sanitario. Il lasciapassare è un passaggio importante: fino a qualche mese fa intorno all’Areu si sono consumate furibonde discussioni nella maggioranza, perché a parte il Partitio Democratico nessuno degli alleati del centrosinistra voleva quell’azienda in più destinata a far lievitare, se fosse partita subito, il numero delle Asl da undici a dodici. Alla fine l’armistizio è stato raggiunto con il rinvio del brindisi al giorno in cui – sarà a metà dell’anno prossimo – la Giunta deciderà il numero definitivo delle Aziende sanitarie. Di sicuro sarà ridotto, dalle undici attuali dovrebbe scendere a otto: cinque (ma potrebbero essere quattro) Asl, il Brotzu, i due policlinici di Sassari e Cagliari, più l’Areus, appunto. Sono questi i conti che il centrosinistra ha messo sul tavolo del confronto, per poi dire – con l’assessore alla Sanità Luigi Arru: «La riorganizzazione sarà l’inizio del risparmio». Secondo l’ultimo rendiconto, quello del 2013, il sistema delle emergenza in Sardegna costa 146 milioni in tutto con 61 milioni solo per il 118. Prima Arru e poi il relatore di maggioranza Luigi Ruggeri (Pd) sono stati decisi nel dire: «Con l’Azienda unica aumenteranno i servizi nel territorio e allo stesso tempo proprio grazie alla gestione centralizzata ridurremo i costi». Ricostruzione e auspici respinti dal centrodestra, che ha ripetuto: «È una legge farsa e pasticciata messa su in fretta solo per licenziare i direttori generali (nominati da Cappellacci) e commissariare le Asl». Concetto ribadito da Marco Tedde (Forza Italia), «è un polverone», da Attilio Dedoni (Riformatori), «manca chiarezza», e soprattutto dal capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «Altro che risparmi. La vostra riorganizzazione costerà ai sardi 11 milioni in più e 600mila li dovremo sborsare solo per mettere in piedi un’azienda di cui non c’era bisogno». La maggioranza è andata comunque per la sua strada: ha approvato l’articolo sull’Areus e respinto gli emendamenti del centrodestra che sollevavano dubbi su quanto dovranno farei futuri commissari. Da novembre in poi spetterà loro indicare alla Giunta quali reparti, quanto personale e quanti mezzi dovranno traslocare nell’Areus. Il centrosinistra ha fatto quadrato anche intorno ad altri due articoli della leggina. Il numero 2, quello che dopo appena sei anni ha soppresso l’Agenzia regionale della sanità, sarà assorbita dalla direzione dell’assessorato, e finora rimasta un’entità astratta nonostante fosse stata costituita per ridurre la spesa senza però mai riuscirci. L’altro articolo sostenuto e approvato dalla maggioranza è stato quello destinato ad «aggregare appalti e costi». Nella prima bozza della leggina, il compito doveva essere affidato alla «Centrale unica acquisti», ma anche su questo punto abbastanza controverso ha prevalso la logica del «mezzo rinvio» per evitare discussioni in maggioranza. Oggi si sa che non ci sarà una Centrale esclusiva per le Asl, anche la sanità dovrà far capo a quella annunciata a fine settembre dall’assessorato agli Enti locali per l’intera «macchina regionale», enti compresi. Comunque – stando ai calcoli dell’assessore alla Sanità – con gli acquisti centralizzati il risparmio dovrebbe essere come minimo del 5 per cento per arrivare al 20 con una buona dose di ottimismo. Comunque sarebbe già buono ridurre anche di solo 5 punti una spesa che quest’anno ha superato già di 230 milioni la soglia dei 3 miliardi. Resta da capire come le imprese locali riusciranno a sopravvivere

nelle forniture alle Asl visto che con la Centrale le soglie per partecipare agli appalti saranno più alte, ma l’assessore ha fatto sapere che «la nuova organizzazione favorirà anche l’aggregazione fra le imprese». Oggi il voto sugli altri articoli della leggina, ma il più è fatto.

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