Attacca la Moretti sul web ma esagera, prof nei guai

Il rettore dell’Università di Cagliari apre un procedimento contro Marco Zurru Usato un linguaggio “estremo” contro l’esponente del Pd sul sito internet

CAGLIARI. «Certo è che ostentare la f... – la bella f... s’intende – a modello di rappresentanza degli italiani è cosa ormai sedimentata nel paese».

Così, in un articolo soavemente intitolato “La f... al potere” e pubblicato sul sito Sardegna Blogger, il sociologo Marco Zurru commenta l’intervista in cui Alessandra Moretti (Pd, in corsa per la presidenza della Regione Veneto) rivendicava l’importanza, per le donne che fanno politica, di essere non soltanto intelligenti e preparate, ma anche gradevoli e curate.

Il compiacimento di Zurru per il discreto successo dell’articolo (pubblicato martedì scorso, ha avuto circa 4mila visualizzazioni, ma pochi commenti) ha lasciato ieri mattina il posto alla preoccupazione dopo che il rettore dell’Università di Cagliari, Giovanni Melis, ha avuto occasione di leggere “La f... al potere” e ha deciso di aprire un procedimento disciplinare contro il cinquantenne studioso di Iglesias, professore associato di Sociologia economica nella facoltà di Scienze politiche.

«Rompiscatole professionista» (come si autodefinisce su Sardegna Blogger), nel suo pezzo Marco Zurru evita con cura il politicamente corretto: «Ora, cosa ci sia di rappresentativo nel modello del far politica al femminile proposto da questa signorina “bravissima” e bonissima – perché due colpi (anche quattro, a dire il vero) glieli darebbe chiunque – proprio non lo capisco. Non è che tutti i maschi perdono la testa, la bussola, e l’orizzonte etico dei propri desideri e delle proprie necessità di fronte ad una bella f...».

Se voleva scandalizzare il pubblico femminile, pochi giorni prima della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il sociologo si è visto recapitare massicce dosi di indifferenza glaciale: poche le reazioni sul web, nessuna insurrezione davanti al suo ufficio all’Università.

Chi non poteva non scandalizzarsi era il rettore Melis, che in un comunicato ha espresso «la più netta disapprovazione per il testo pubblicato, sia per le forme sia per il contenuto.

L'Ateneo ha immediatamente avviato la procedura per la contestazione formale di quanto scritto dal docente e allo stesso tempo è stata trasmessa la documentazione al Comitato etico dell'Università per il previsto parere nel merito, come prescritto dal codice etico in vigore da anni».

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