ambiente

I sindaci della Sardegna si ribellano allo Sblocca-Italia

Ricorso alla Corte costituzionale: minacce per la salute da trivellazioni e altre opere. Prime adesioni all’iniziativa dell'Isde

SASSARI. Trivelle e cemento facili? Bonifiche decise a Roma senza consultare i territori? Autonomie locali tagliate fuori dalle scelte? Contro le misure dello Sblocca-Italia sindaci sardi in rivolta. Tanti pensano di chiedere alla Regione di rivolgersi alla Corte costituzionale per attentato al paesaggio, pericoli per le risorse naturali e minacce alla salute. Nell'isola guidano la protesta le giunte municipali di Martis e di Ottana, che proprio ieri pomeriggio hanno varato una delibera ufficiale per il ricorso alla Consulta.


Oggi discuterà il caso il consiglio comunale di Bortigiadas. Venerdì quello di Aggius. Tutti orientati a contestare la nuova normativa. E altri primi cittadini, a quanto pare, vogliono seguire subito il loro esempio. Ma com'è nata la sollevazione? Tutto parte da un'iniziativa promossa dall'Isde. L'organizzazione dei Medici per l'ambiente ha predisposto uno schema-base di opposizione formale e in questi giorni lo sta proponendo a tutti gli amministratori locali. Dopo le contestazioni rivolte dall'assessore regionale Donatella Spano e da gruppi parlamentari come il M5S già prima dell'approvazione della legge in parlamento, si allarga così il movimento di contrasto al decreto Renzi.


Spiega il presidente dell'Isde -Sardegna, Vincenzo Migaleddu: «Fino a oggi 30 Comuni italiani hanno espresso con delibera consiliare la propria contrarietà e, insieme, la volontà di ricorrere alla Consulta. Maggiormente interessati, al di fuori dell'isola, sono paesi della Basilicata e della Puglia, dove le trivellazioni hanno prodotto disastri. Ma le Regioni a Statuto speciale possono giocare un importante ruolo in questa partita, visto che la gestione di ambiente ed energia è materia concorrente con lo Stato». «Quindi - incalza – le giunte comunali sarde con questa delibera devono rafforzare la propria istituzione regionale su questioni di rango costituzionale: una legge ordinaria nazionale non può modificare la Costituzione in senso centralista».


L'attuazione dello Sblocca-Italia nell'isola sta già dando vita a situazioni differenziate, a volte neppure contrassegnate da congruità operativa. Secondo recenti notizie rilanciate da Tg2 Dossier, il gruppo intenzionato al termodinamico nelle zone di Bonorva-Giave e Cossoine-Campu Giavesu avrebbe deciso di rinunciare al progetto per la dura reazione

delle popolazioni, eventualmente dirottandolo verso altre aree (si parla di Villasor e Guspini). Mentre nelle campagne di Villanovaforru è stato sequestrato appena l'altro ieri un impianto eolico: stando alle accuse avrebbe violato proprio il decreto varato nei giorni scorsi dalle Camere.

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