RICERCA

A Seui l’unica pianta carnivora dell’isola

Il botanico Bacchetta autore dell’eccezionale scoperta: «Progenitrice di altre specie, è rarissima»

SEUI. Scoperta la prima specie di pianta carnivora della Sardegna. «Cattura gli insetti rilasciando sulle foglie una sostanza mucillaginosa e poi li assorbe lentamente per degrado progressivo», spiega il professor Gianluigi Bacchetta. Il docente di botanica è il responsabile del Centro di conservazione delle biodiversità all'università di Cagliari. Ed è anche l’ autore dell'eccezionale ritrovamento insieme con la sua équipe di studio. La pianta è stata ribattezzata Pinguicula Sehuensis. Vive sui monti di Seui ed è a rischio estinzione.

Un articolo sulla sua individuazione, e sulle modalità con le quali riesce a sopravvivere intrappolando mosche, ragni, api e farfalline, è stato appena pubblicato su Phytotaxa, la più prestigiosa rivista scientifica internazionale di settore. Sì, perché quella avvenuta sui rilievi del Montarbu è una scoperta straordinaria in questa parte del globo. Le specie carnivore vivono di solito in altre regioni del pianeta. Nelle nostre vicinanze se ne conta una sola, sorella, in Corsica. «Ma la nostra ha comunque caratteristiche del tutto particolari», fa sapere Bacchitta. «Alta tra gli 8 e i 14 centimetri, con una rosetta di foglie basali di una decina di centimetri, è molto rara, minacciata dal pericolo di estinzione, perché sui tacchi del Montarbu di Seui ce ne sono meno di un migliaio», spiega Bacchetta, che ha firmato il dossier su Phytotaxa assieme ai colleghi Marcello Cannas e Lorenzo Peruzzi.

Un lavoro scientifico al quale hanno dato prezioso apporto, oltre il Centro di conservazione delle biodiversità e Scienze dell’ambiente dell’ateneo cagliaritano, il dipartimento di biologia dell’università di Pisa. «La Pinguicula Sehuensis appartiene a un genere mai notato e mai descritto prima in Sardegna»,commenta Bacchetta, che per primo l’aveva avvistata già nel 2012, ma solo nei mesi successivi sino all’autunno di quest’anno ha poi avuto modo di esaminarla a fondo e capire meglio il meccanismo di assorbimento dei residui d’insetti dei quali si nutre.

«Dall’analisi dei suoi cromosomi è risultato che la pianta è di un tipo ancestrale: la possiamo considerare la madre di una serie di esemplari della stessa specie», spiega ancora il botanico, sottolineando come anche quest’aspetto contribuisca a dare un valore sensazionale alla scoperta. Perché, com’è evidente, la piantina carnivora di Seui s’inserisce in quel filone di specie rare e antichissima che fanno della Sardegna un paradiso botanico da proteggere e preservare al meglio. (Pier Giorgio Pinna)

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