forse una proroga, ma non per 5 anni

Barracciu: inevitabili le gare per le concessioni balneari

CAGLIARI. Due anni da tenere d'occhio: 2016 e 2020. Non sono né le Olimpiadi, né gli Europei di calcio. Anche se l'Europa c'entra eccome. Il 2016 è l'anno in cui, dal primo gennaio, i novecento...

CAGLIARI. Due anni da tenere d'occhio: 2016 e 2020. Non sono né le Olimpiadi, né gli Europei di calcio. Anche se l'Europa c'entra eccome. Il 2016 è l'anno in cui, dal primo gennaio, i novecento concessionari balneari sardi potrebbero in teoria (la speranza si chiama proroga) ritrovarsi senza rete: cioè senza diritto a occupare i pezzi di terra o di spiaggia davanti al mare perché la concessione demaniale è scaduta. E quindi senza le loro attività: baretti, stabilimenti eccetera. Il 2020 è invece l'anno zero. I balneari si erano illusi che la concessione potesse essere allungata fino ad allora, in nome della direttiva Bolkestein, del libero mercato e delle pari opportunità.

Anche il governo l'ha ribadito, attraverso il sottosegretario ai Beni culturali Francesca Barracciu, all'assemblea riunita ieri a Cagliari. «La proroga al 2020 ora non c'è – ha spiegato – questa è la vera gaffe di chi ci ha preceduti. Ora stiamo lavorando alla nuova normativa. E cerchiamo di convincere l'Europa che, come esiste un caso spagnolo, esiste anche un caso italiano. Si può allungare il periodo transitorio. Le vostre ragioni sono le nostre ragioni».

E qui il 2020 diventa da ora il nuovo obiettivo. Ma l'inevitabile non si può evitare. «Non posso dirvi che le gare non ci saranno – ammette Barracciu – direi una bugia». I balneari già lo sapevano. Ma ieri almeno si sono sfogati. «Volevo sapere – ha detto uno di loro – se l'Europa prevede l'esproprio aziendale. E vogliamo anche parità di trattamento: perché l'Europa non consente di mandare a gara anche i posti di lavoro statali?».

C'è chi ha battuto i pugni sul tavolo, però. Ricordando gli sforzi di dieci, venti e anche trent'anni per trasformare pezzi di costa-immondezzaio in posti di lavoro. Con il rischio, ora, di dover partecipare a una gara europea per riavere quel pezzo di terra diventato l'unica fonte di reddito.

«Noi garantiamo le pari opportunità – ha detto il presidente regionale del Sindacato italiano balneari Alberto Bertolotti – a un olandese o un tedesco che voglia partecipare alle gare. Ma saranno garantite le stesse opportunità ai sardi che vogliano partecipare a un bando in Olanda o in Germania?». A margine dell'assemblea Bertolotti

ha anche ricordato la partita dei Pul, piani di utilizzo dei litorali: «Finora i Comuni – ha detto – a partire da Cagliari non hanno recepito le nostre indicazioni e le nostre esigenze». Barracciu ha assicurato l'impegno a occuparsi anche dei canoni demaniali, altro tema caldo dei balneari.

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