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Politica in lutto, morto Giovanni Del Rio

Ex presidente della Regione e sottosegretario con Andreotti e Cossiga negli anni ’70, era un fanfaniano della prima ora

SINDIA. SINDIA È morto a 89 anni Giovanni Del Rio, ex presidente della Regione negli anni Settanta e Settanta, sottosegretario con incarichi alla Pubblica istruzione, ai Lavori pubblici e alla presidenza del Consiglio nei governi Andreotti e Cossiga ed esponente della Dc sarda dal dopoguerra fino alla fine degli anni Settanta, quando lasciò l’attività politica per ricoprire l’incarico di consigliere della Corte dei conti e poi di consigliere di Stato e presidente della sezione della Sardegna della Corte dei conti. Negli anni in cui è stato assessore regionale e poi presidente della Regione è nato il Piano di Rinascita della Sardegna. Fanfaniano della prima ora, era uno degli esponenti di spicco della Dc sarda e nazionale. Dopo “Mani pulite” e la caduta della Dc, molti si vergognavano di essere stati democristiani. Lui no. «Tutto quello che ho fatto e ho avuto per la Sardegna – diceva – lo devo alla Democrazia Cristiana».

Giovanni Del Rio era nato a Sindia il 12 maggio 1925. Studi classici con i Salesiani a Lanusei e Cagliari, laurea in leggi a Sassari, diventando procuratore legale e avvocato. Per breve tempo esercitò la pratica forense, ma fu subito assorbito dalla politica. Nel 1953, a soli 28 anni, venne eletto consigliere regionale ed entrò a far parte come assessore al Lavoro della giunta guidata da Alfredo Corrias. Giovanni Del Rio è stato impegnato in politica da giovanissimo. Nel 1948 fu segretario particolare (allora non c’era la figura del capo di gabinetto) dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Giuseppe Murgia nella prima giunta Crespellani. Ma già da prima, nel 1944, quando aveva 19 anni, fonda a Sindia il Comitato di liberazione nazionale del quale diventa subito presidente.

Il suo credo politico di democratico cristiano matura con l’esperienza di antifascista e di militante dell’Azione cattolica. Nel 1953 la sua prima esperienza elettorale. Alle elezioni del consiglio regionale della Sardegna è il quarto consigliere col maggior numero di preferenze nel collegio. Con la terza giunta Crespellani viene nominato assessore al Lavoro. Negli anni successivi farà parte come assessore delle giunte guidate da Alfredo Corrias, Giuseppe Brotzu, Efisio Corrias e Paolo Dettori con incarichi ai Trasporti, Lavori pubblici, Agricoltura, Enti locali, Bilancio e Industria.

Dal 1967 al 1969 è presidente della Regione nella V legislatura. Nella VI legislatura è di nuovo presidente dal 1969 al 1970, quando gli succede Lucio Abis. Dal 1973 al 1974 ricopre ancora l’incarico chiudendo la legislatura e il 3 luglio 1974, subito dopo le elezioni, apre la VII da presidente e ricopre l’incarico fino all’8 maggio 1976.

Molte le realizzazioni fatte negli anni in cui è stato amministratore regionale. Fu lui a volere che in tutti i paesi della Sardegna si realizzassero i mattatoi che posero fine alle antigieniche macellazioni nelle stalle e nelle strade. Fu anche per l’impegno di Giovanni Del Rio e Nino Carrus che nacque la Micoperi di Tortolì, ora Saipem.

Da amministratore regionale era spesso a Roma per trattare le questioni della Sardegna. Aveva un rapporto privilegiato con figure di spicco che aprirono le porte della Cassa per il Mezzogiorno a importanti progetti riguardanti la Sardegna. Nel 1976 si dimette da presidente della Regione e si candida alla Camera dei deputati. Le Camere vengono sciolte nel 1979. Del Rio si ricandida ed è il terzo più votato in Sardegna. Diventa sottosegretario con i governi Andreotti e Cossiga. Con Andreotti entrò in rotta di collisione quando, con delega alla Pubblica amministrazione, firmò un contratto nazionale degli ospedalieri, poi sconfessato dal presidente. Caso raro nella politica italiana, Del Rio rispose dimettendosi dall’incarico.

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