Vescovo e 42 parroci fanno ricorso contro le cauzioni

Iniziativa delle diocesi di Tempio-Ampurias e Ozieri L’istanza di annullamento inviata anche all’Authority

CAGLIARI. Le diocesi di Tempio-Ampurias e Ozieri affiancate da 42 parroci del nord Sardegna si ribellano alle pretese di Abbanoa e si preparano a una battaglia legale senza precedenti: la Chiesa contro una società interamente controllata dalla Regione, un ente pubblico che vuole imporre bollette da migliaia di euro a piccole parrocchie che sopravvivono soltanto grazie alle offerte dei fedeli. Il primo atto è un ricorso di undici pagine firmato dall’avvocato Damiano Nieddu nel quale vengono messi nero su bianco i punti critici dell’azione di recupero crediti avviata dal concessionario dei servizi idrici, impegnato a richiedere cauzioni che le associazioni dei consumatori giudicano illegittime e pagamenti su consumi che secondo il legale risultano ampiamente prescritti.

Il ricorso, indirizzato ad Abbanoa e all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico, sottolinea con la matita blu una serie di aspetti: «Nelle diocesi di Tempio-Ampurias e Ozieri sono presenti decine di luoghi di culto, di locali destinati alla pubblica beneficenza, di case parrocchiali disabitate o cedute gratuitamente alle associazioni cattoliche per svolgervi sporadicamente le attività pastorali e di catechesi. Ma per questi locali, anche in assenza di consumi, vengono richiesti depositi di cauzione nella misura massima. Nella quasi totalità dei paesi – scrive l’avvocato Nieddu – esiste la chiesa parrocchiale dove si celebrano le liturgie giornaliere ed altre chiese che vengono aperte una sola volta l’anno. Tutte le chiese vengono assimilate per tipologia alle strutture ospedaliere, caserme e altro, quindi soggette al pagamento del deposito cauzionale nella misura massima di 959,46 euro. Ma in queste strutture il consumo storico dell’acqua è minimo. Nella chiesa parrocchiale non supera i dieci metri cubi mensili e nelle altre, aperte sporadicamente, si riduce a circa un metro cubo mensile. Quindi non è assolutamente vero che il deposito cauzionale viene determinato sulla base del consumo storico», come sostiene Abbanoa. Altro caso eclatante: «Al parroco di Benetutti vengono notificate undici bollette, tutte con addebito di deposito cauzionale pari a 959,46 euro, per un importo complessivo pari ad 10mila 554,06 euro. Le utenze sono riferite una alla chiesa parrocchiale di S.M. Arcangelo, una alla chiesa di Santa Croce ed una alla chiesa M. di Bonaria, aperte sporadicamente. Le altre utenze sono riferite a locali sporadicamente utilizzati per incontri di associazioni, comitati e, dulcis in fundo, una è riferita alla casa del parroco. Se fosse vero che il deposito cauzionale viene determinato sulla base dei consumi storici, nessuna delle predette utenze sarebbe soggetta al pagamento del deposito cauzionale in quella misura. La chiesa non vuole favoritismi da Abbanoa, ma coerenza, trasparenza e fede contrattuale sì». L’avvocato Nieddu contesta con forza il diritto di Abbanoa di esigere i pagamenti senza che venga neppure rispettato l’obbligo di leggere i contatori almeno ogni sei mesi, come prevedono le norme. Non solo: «I ratei compresi tra novembre 2009 e il primo gennaio 2006 non sono dovuti perché prescritti per legge». Ma soprattutto «il deposito cauzionale non previsto al momento della stipula del contratto non può essere richiesto dal fornitore del servizio senza il consenso del consumatore».

Da qui la richiesta rivolta ad Abbanoa di cancellare in regime di autotutela – quindi prima di un’eventuale azione giudiziaria – le richieste di cauzione inviate alle parrocchie. L’avvocato Nieddu chiede infine che Abbanoa verifichi tutte le utenze delle diocesi di Tempio-Ampurias e di Ozieri perché possano essere «riclassificate per tipologia in contradditorio con i titolari delle utenze». Nel ricorso compaiono i nomi del vescovo di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti (che attualmente guida anche la diocesi di Ozieri) e quelli di 42 parroci che operano a Aglientu, Ardara, Arzachena, Badesi, Bassacutena, Benetutti, Berchiddeddu, Bono, Buddusò, Burgos, Cannigione,

Erula, Ittireddu, La Maddalena, Laerru, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Nule, Nulvi, Olbia, Oschiri, Osidda, Ozieri, Padru, Palau, Pattada, Porto cervo, Santa Maria Coghinas, San Pantaleo, San Pasquale, San Teodoro, Santa Teresa, Tempio, Telti, Tisiennari, Tula e Viddalba.

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