le origini galluresi: la nonna caterina e il prozio pietro, senatore del regno

Nessun candidato dell’isola, ma c’è Magalli di Calangianus

CALANGIANUS. Neanche un sardo nella lista dei papabili per il Quirinale. Per la successione a Giorgio Napolitano la partita sembra tutta siciliana: Mattarella, Grasso, Finocchiaro... Le elezioni...

CALANGIANUS. Neanche un sardo nella lista dei papabili per il Quirinale. Per la successione a Giorgio Napolitano la partita sembra tutta siciliana: Mattarella, Grasso, Finocchiaro... Le elezioni dei presidenti sassaresi Antonio Segni e Francesco Cossiga – ma anche di Giuseppe Saragat, nato a Torino ma originario di Sanluri – sono ormai un vecchio ricordo. L’unico che nella scalata al Colle può, in qualche modo, tenere alto il vessillo dei Quattro mori è Giancarlo Magalli. Già, il conduttore romano, il "candidato" acclamato dalla rete, vincitore con 23mila voti delle “quirinarie” lanciate dal Fatto Quotidiano, ieri protagonista di un affollato flash mob davanti al Quirinale, è l’unico in cui scorre sangue isolano.

Magalli, infatti, è originario di Calangianus: la nonna, Caterina Lissia, era nata nel 1886 nel piccolo centro dell’alta Gallura, dove aveva conosciuto il marito Angelo Angiolino, ingegnere maddalenino, arrivato in paese negli anni Venti per i lavori della ferrovia. Dopo il matrimonio nel 1923 la coppia si trasferì a Roma, dove l’anno dopo nacque la figlia Teresa, che, in seguito alle nozze con Enzo Magalli, nel 1947 diede alla luce il figlio Giancarlo. Il conduttore dei Fatti Vostri non sarebbe il primo della famiglia a svolgere un ruolo di primo piano nella politica italiana. Il prozio del presentatore, Pietro Lissia, fratello della nonna Caterina, venne eletto deputato nel 1919 con il gruppo radicale (nulla a che vedere con il futuro partito di Pannella e Bonino) e riconfermato per tre volte fino al 1929, quando venne nominato senatore del Regno d’Italia. Lissia, che era un alto magistrato, fu anche sottosegretario al ministero della Guerra nel 1922 durante il primo governo Facta e successivamente sottosegretario alle Finanze quando al potere era salito Mussolini. Per Magalli, dunque, la politica è nel Dna di famiglia. Ma la corsa verso il Quirinale, per quanto senza aspettative di successo, è partita con un risultato deludente. Al primo scrutinio ieri il volto tv, che in alcune interviste aveva accarezzato il sogno di ripercorrere le carriere di Reagan e Schwarzenegger, ha preso un solo voto. Come Ezio Greggio, Sabrina Ferilli, Massimo Giletti, Giuliano Ferrara e Mangoni di Elio e le Storie tese, per

i quali non sono state fatte né "quirinarie" né flash mob né campagne online. Molto meno dei 5 ottenuti da Francesco Totti (e annullati dalla Boldrini perché sprovvisto del requisito dei 50 anni) e degli 11 avuti dal giornalista Claudio Sabelli Fioretti, il conduttore di “Un giorno da pecora”.

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