Non solo il voto: Pigliaru dialoga con i governatori

Il presidente della Giunta si confronta con i colleghi Ganau segue la linea del Pd. Pittalis: Renzi non è affidabile

ROMA. Votare sì, ma non solo. I tre grandi elettori sardi hanno messo a frutto la loro missione romana alla Camera. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha fatto sapere che, nelle pause, «sono stati proficue le riunioni con i parlamentari sardi» e «sono state importanti anche quelle con gli altri governatori». Da Thomas Widman della Provincia autonoma di Bolzano ha saputo di importanti investimenti sulla rete ferroviaria. «Con coraggio – ha scritto Pigliaru – lì hanno utilizzato gli spazi concessi dal loro Statuto. Hanno ottenuto ottimi risultati ed è un esempio da ripetere con molto interesse». Il secondo grande elettore, Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale, fra una riunione del Pd, «tante», la fila davanti al seggio-catafalco, «interminabili» e i messaggi inviati/ ricevuti sul telefonino e su Facebook, ha scoperto e rivelato: «La sala lettura della Camera è un luogo tranquillo, altrove c’è confusione ma in un clima è sereno». Anche il terzo elettore in missione a Roma, Pietro Pittalis di Forza Italia, s’è ritagliato un siparietto tutto suo. «Sono stato io – ha confessato orgoglioso – a dire alla segretaria della presidenza che a ogni chiama continuava a inciampare sull’accento del cognome del presidente della Regione. Mai Pigliaru, ma sempre e solo Pigliàru». Chissà se poi il governatore – che col solito stile non si era certo lamentato, pare ci sia abituato – ha ringraziato dell’aiuto l’avversario. Sì, l’avversario, perché i tre elettori non dovrebbero essere più prigionieri del Patto del Nazareno dopo che Berlusconi si è rifiutato di seguire Renzi nella nomination Sergio Mattarella. Anzi, con un messaggio, Pietro Pittalis ha parlato di vera e propria liberazione: «Quell’accordo ormai è archiviato. Se avevo già delle forti perplessità sul Patto, credo che dalle mie parti tutti ora l’abbiano capito: Renzi non è affidabile». Poi si è lasciato andare anche a una considerazione sulle tribolazioni interne a Forza Italia: «L’onorevole Fitto e chi sta con lui? Esprimono solo una loro legittima opinione (che poi è quella di azzerare le cariche del partito) quanto minoritaria». Chissà se cambierà parere, nella notte. Berlusconi e ancora indeciso se ai suoi far votare un’altra scheda bianca nella quarta e forse decisiva votazione, oppure sostenere il candidato siciliano di Renzi. Forza Italia non vuole restare isolata e tanto meno lo può volere Pittalis, che si sa è il primo candidato a ricoprire la carica vacante di coordinatore regionale del partito e ha bisogno di consolidare la sua di nomination. Comunque dappertutto, a Montecitorio, la voglia delle grandi intese non è stata messa ancora da parte. L’ha confermato Ganau su Facebook: «È giusta – ha scritto – l’esigenza di cercare le larghe intese su una scelta delicata com’è l’elezione del Capo dello Stato». Ma come andrà a finire? «È appena arrivato – ha postato ancora – il solito sms

del partito per ricordarci che anche alla terza votazione dobbiamo votare scheda bianca. Nella quarta cambierà tutto. Sono ottimista sulla possibilità che Mattarella possa andare bene sin da subito». Addirittura è scontato dopo che i ribelli del Pd e Sel hanno dato il via libera al siciliano.

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