Ozieri e il suo Maestro Grande pittore del ’500

Ieri la presentazione del libro di Maria Vittoria Spissu «La Sardegna non era isolata dal mondo dell’arte europea»

OZIERI. La piccola sala convegni del Museo Diocesano di Arte Sacra ieri si è mostrata del tutto inadeguata ad accogliere le tante persone incuriosite da un tema intrigante: “Il Maestro di Ozieri - Le inquietudini nordiche di un pittore nella Sardegna del Cinquecento”. Il titolo del libro (Il Poligrafo, 306 pagine) realizzato dalla giovane, ma già affermata studiosa della storia dell'arte Maria Vittoria Spissu.

I lavori sono stati coordinati dal curatore del museo Demetrio Mascia. Illuminanti le relazioni da parte dell’assessore alla cultura della Provincia di Sassari, la professoressa e critica d'arte Marisa Porcu Gaias e della docente universitaria e storica dell'arte moderna Caterina Virdis Limentani. Entrambe hanno esaltato l'impegno di Maria Vittoria Spissu che con i suoi scritti ha dato nuovo impulso alla conoscenza della figura e dell'opera del Maestro di Ozieri che a giusta ragione è stato da tanti definito un «gigante» che può essere ben collocato a fianco dei più grandi pittori del 1500. «Non è assolutamente vero – hanno entrambe asserito – che nel '400 e nel '500 gli artisti presenti in quegli anni in Sardegna fossero isolati dal contesto della cultura europea. E' accertato che essi intrattenevano assidui contatti con le contemporanee correnti pittoriche e letterarie nazionali ed estere. I prodotti della scuola di Stampace dei fratelli Cavaro a Cagliari e le tavole del Maestro di Ozieri ne sono concreta testimonianza con evidenti e trasparenti riferimenti ai più noti maestri del tempo».

Sia le due studiose che la Spissu hanno insistito sulle concordanze ed i sicuri raffronti con i più importanti pittori dell'epoca operanti a Roma, a Napoli, in Spagna, nelle Fiandre. Il fatto che le opere più significative del Maestro di Ozieri si trovano in piccoli centri dell'interno come Ozieri, Ploaghe, Benetutti, Bortigali così come altri stupendi polittici di autori diversi, ma tutti di alto rango, sono ospitati ad Ardara, Isili, Castel Sardo, Tula,è per gli studiosi «Un segno che i bravi artisti sono stati sempre apprezzati e ben accetti dalle comunità isolane».

Maria Vittoria Spissu ha appuntato il suo interesse in particolare sulle «inquietudini nordiche» del misterioso Maestro e sulle sue preferenze quindi per gli artisti del Centro e nord Europa, quali Grunewal e Van Scorel senza però mai trascurare i riferimenti a pittori quali Polidoro di Caravaggio (a Roma negli anni '20 del 1500), Marco Cardisco (con sue tavole a Capodimonte), Pedro Fernandez a Girona o i vari pittori appartenenti alla coeva Scuola romana. Purtroppo rimane ancora oscura la vera identità del maestro e le notizie sulla sua vita sono molto vaghe. Assai vivace anche il successivo dibattito con numerosi interventi. A margine

è da aggiungere che il sempre impegnatissimo valorizzatore di ogni aspetto della cultura locale Gabriele Cau, dopo una lunga serie di ricerche basate in massima parte su antichi documenti parrocchiali ritiene di aver individuato il “Nostro pittore” come “su mastru Andria Sanna de Otieri.

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