Poste, la mannaia sui piccoli Comuni

L’azienda conferma 2 chiusure e la riduzione del servizio in 14 centri. Sindacati e Anci non ci stanno

SASSARI. Aperture sempre più a singhiozzo e impiegati con la valigia: un giorno di qua, quello successivo dietro lo sportello di un altro paese. Il piano di Poste Italiane, illustrato ieri pomeriggio a Cagliari ai rappresentanti sindacali, conferma la volontà dell’azienda di limitare ulteriormente l’offerta nei piccoli centri, molti di montagna e mal collegati a quelli vicini. I paesi nel mirino, come preannunciato, sono 16: nessun altro, per ora, si è aggiunto all’elenco. Anche se dietro l’angolo spunta un progetto di ridimensionamento più massiccio, relativo al quadriennio 2014-2019, che prevede un restyling complessivo del servizio postale nell’intero territorio nazionale, Sardegna compresa. Al momento, i sindacati respingono al mittente un progetto datato 2013-2014 e riesumato nei giorni scorsi.

Due le chiusure annunciate: l’ufficio postale di Cortoghiana, frazione di Carbonia che conta circa 2500 abitanti, e quello operativo al centro commerciale Auchan di Pirri-Cagliari. In tutti gli altri casi sono previste riduzioni dei giorni di apertura, mentre gli orari non dovrebbero essere modificati. Nel Sassarese, per appena due giorni a settimana (secondo il piano), aprirà l’ufficio postale di Esporlatu, il centro più piccolo del Goceano: in paese, dove il servizio è già stato ridotto in passato a 3 giorni su 6, la decisione sta creando un forte malumore ed è in cantiere un’assemblea pubblica sull’argomento. Sportello operativi 2 giorni anche a Borutta (attualmente 3), 4 giorni a Nughedu San Nicolò (attualmente 6), stessa cosa a Romana e Cheremule. Dimezzamento per Ardara (da 6 a 3), mentre l’ufficio di Ozieri-quartiere San Nicola perde un’altra giornata (da 4 a 3). Riduzioni del servizio anche nei centri del Cagliaritano come Nurallao (da 6 a 3), Genori e Ballao.

La Cisl ha già avviato una serie di incontri con i lavoratori in tutta l’isola, prestissimo inizieranno quelli della Cgil. E anche la Uil, insieme alle sigle sindacali Ugl, Sailp e Failp – tutte presenti all’incontro di ieri – è intenzionata a dare battaglia. Il sindacato è intenzionato a parlare con una voce sola e nella battaglia comune chiede l’appoggio dei sindaci. «Da parte del presidente dell’Anci Piersandro Scano ho ricevuto rassicurazioni per un sostegno immediato – dice Timoteo Baralla, segretario regionale Slp-Cisl –, e l’impegno per un coinvolgimento del presidente Pigliaru e della giunta nella vicenda. Questo piano va respinto al mittente, perché è privo di alcuna logica, penalizza i piccoli centri e rappresenta un ulteriore arretramento dello Stato dalle zone interne dell’isola».

Sulla stessa lunghezza d’onda Antonello Zedda, coordinatore regionale Slc-Cgil: «È un piano inaccettabile e contraddittorio. Perché dimezzare l’offerta a Nurallao, che conta 1300 abitanti, e aprire 4 giorni in centri molto più piccoli? Non ci stiamo, chiediamo un progetto

complessivo che non preveda solo tagli ma anche linee di crescita e sviluppo. Noi riteniamo che il servizio postale, dal punto di vista informatico, possa offrire un valido supporto ai Comuni. Aspettiamo un confronto serio, nel frattempo non accetteremo piani spezzettati e privi di senso».

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