Un intenso lavoro in comune alla giunta per le autorizzazioni

Mannuzzu e Mattarella hanno condiviso un’intensa attività per 16 mesi nella giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere, dal luglio 1983 all’autunno 1984. Il nuovo capo dello Stato era...

Mannuzzu e Mattarella hanno condiviso un’intensa attività per 16 mesi nella giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere, dal luglio 1983 all’autunno 1984. Il nuovo capo dello Stato era entrato a far parte dell’Aula appena quarantenne. Ma era già conosciuto e stimato da tanti parlamentari, molti dei quali eletti in Sardegna. All’epoca lo scrittore era un veterano di Montecitorio: e proprio per le competenze politiche e giuridiche fu designato a soprintendere l’attività dell’organo chiamato a valutare la posizione dei deputati al centro d’indagini. Dalla giunta, Mattarella uscì nell’ottobre 1983. Poco dopo De Mita l’avrebbe nominato commissario straordinario della Dc siciliana. E in seguito sarebbe divenuto protagonista della Primavera palermitana: quella con Leoluca Orlando in primo piano. Un’opera della quale Mattarella fu uno dei promotori più convinti. Una rinascita dopo le guerre di mafia e gli assassinii da parte di Cosa Nostra di uomini delle istituzioni.

Tra loro, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il segretario democristiano Michele Reina, il commissario Boris Giuliano, il giornalista Mario Francese e lo stesso fratello dell’attuale capo dello Stato, Piersanti Mattarella, all’epoca dell’omicidio presidente della Regione Sicilia.

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