il piano di dimensionamento scolastico

Addio a 29 pluriclassi nell’isola

Firino: «Non possono garantire qualità nell’istruzione»

CAGLIARI. Addio dal prossimo anno scolastico a 29 pluriclassi sulle 169 censite in Sardegna. Con l’ultimo piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Giunta, sarà cancellato dalla mappa l’1,8 per cento delle 1580 classi sarde. Perché? «Perché le pluriclassi di venti studenti da 6 ai 14 anni– ha detto l’assessore alla Pubblica istruzione Claudia Firino – non hanno garantito e mai potranno garantire un minino di qualità nell’istruzione». Non è stato dunque un taglio alla cieca, bensì «la scelta – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru – di garantire a 620 alunni di 22 scuole elementari e 7 delle Medie una più alta qualità nell’istruzione». Le pluriclassi sono quelle in cui bambini e ragazzi iscritti a classi scolastiche diverse, ad prima Elementare e seconda Media, studiano nella stessa aula, altrimenti quell’istituto sarebbe stato chiuso per mancanza di alunni. E ancora: le pluriclassi – dicono gli esperti sono anche una delle cause principali della dispersione scolastica che in Sardegna è pazzesca. Dunque, in 620 dal prossimo anno frequenteranno non più le scuole sotto casa ma quelle aggregate e più efficienti nei Comuni vicini. Il trasferimento più lontano sarà di 12 chilometri, negli altri meno di cinque, in un caso solo di due. Ma la Regione ha già finanziato l’acquisto di 40 scuolabus e investirà – ha giurato il presidente della Regione – altri soldi «per ridurre re al minimo i disagi per gli alunni e le loro famiglie». Questo le elenco delle 22 scuole primarie che saranno chiuse e riorganizzate: Belvì, Torpè, Martis, Tergu, Santa Maria Coghinas, Padria, Cossoine, Codrangianos, Erula, Nugheddu San Nicolò, Chilivani, Siligo, Segariu, Piscinas, San Nicolò Gerrei, Gesico, Morgongiori, Siamaggiore, Tramatzza, Flussio, Osini e Bassacutena. Sono state invece le scuole Medie: Torpè, Codrongianos, Santa Maria Coghinas, Villanovafranca, Ballao, Esterzili e Osini. «Capisco che quando si cambia qualcosa si toccano abitudini consolidate, ma noi abbiamo concordato con i Comuni senza calare nulla dall’alto – ha spiegato Pigliaru – di aggredire la dispersione con una più sicura e qualità dell’istruzione in scuole moderne, all’avanguardia nella didattica e in tutte porteremo anche la banda larga. Non abbiamo deciso di riorganizzare per risparmiare. Da oggi in poi spenderemo di più per migliorare il nostro sistema di istruzione e chiediamo alle famiglie di avere fiducia

in un progetto che sarà decisivo per la crescita dei loro figli». L’ultimo ragionamento è stato dell’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu: «Se vogliamo evitare lo spopolamento, dobbiamo aggregare i servizi e non pensare più al municipio ma a un insieme di Comuni che lavorano assieme».

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