sanremo 2015

Con la Sardegna nel cuore, oggi debutta Bianca Atzei

Tra i big la cantante milanese di origini sarde, madre di Siamanna e padre di Siris. Sarà in gara con “Il solo al mondo”, scritta per lei da Kekko Silvestre dei Modà

SANREMO. Bella, simpatica e bravissima. I commenti su Facebook e sui social su Bianca Atzei, milanese di origine sarda, sono tutti molto positivi. Stasera debuttera al festival di Sanremo con “Il solo al mondo”, scritto per lei da Kekko Silvestre dei Modà. E venerdì, per la serata dei revival, canterà un brano di Luigi Tenco.

«Sono emozionatissima di partecipare al festival – dice –. Al quarto tentativo di partecipazione finalmente ci sono riuscita. Ci avevo provato due volte nella sezione Giovani e poi nel 2012 con Alex Britti: niente da fare. Quest'anno mi è andata bene. Stasera (ieri per chi legge, ndr) mi guarderò il festival in tv. Domani, poi, toccherà a me. Affronterò la prova serena e con determinazione sarda».

Tu sei milanese ma i tuoi genitori sono sardi..

«Mia madre è di Siamanna, mio padre di Siris, entrambi in provincia di Oristano. Ma la casa al mare è a Cala Gonone, in una zona della Sardegna più selvaggia. E’ questa la Sardegna che amo di più, piuttosto che quella più turistica e nota della Costa Smeralda».

Il tuo rapporto con la Sardegna è solo di tipo balneare?

«No, io sono milanese ma mi sento sardissima. Nell’isola ci vengo da piccola. Quando finivano le scuole trascorrevo le mie vacanze dai nonni, tutti gli anni, da giugno a settembre. Capisco il sardo e lo parlo. Ho tenuto molti concerti in Sardegna e non è un caso che nel mio primo disco, che uscirà domani, "Bianco e nero" ci sia anche un brano che amo molto: "No potho reposare" che canto insieme con i Tazenda. Lo canto durante i miei concerti e quando lo sento dalla voce di Andrea Parodi mi vengono letteralmente i brividi: è struggente, indimenticabile. Insomma, per quel brano, che non poteva mancare nel mio primo disco, ho voluto l'accompagnamento con le launeddas e perfino il bouzuki suonato dal bravissimo Massimo Satta di Cagliari».

Quali altri pezzi contiene l'album “Bianco o nero”?

«Ci sono venti brani: da quello che presento a Sanremo a "Ciao amore ciao" arrangiata da Alex Britti, a una canzone che da sempre amo moltissimo: "Io che amo solo te" di Sergio Endrigo, uno degli artisti più grandi della musica italiana ma purtroppo non valorizzato quanto meriterebbe. Sono diventata amica di Claudia, figlia di Sergio, un'amicizia che mi onora. Nell'album, poi, ci sono i miei brani, quelli che mi hanno fatto conoscere. Credo di aver fatto un buon lavoro, speriamo che il pubblico lo accolga bene».

Quali sono i tuoi riferimenti artistici?

«Ho cominciato a cantare all’età di sette anni. Poi ho frequentato una accademia di canto. Alla fine mi sono resa conto che due cantanti, più di altre, mi hanno interessato e coinvolto sul piano delle capacità tecniche e del talento: Mariah Carey e Whitney Houston. Ma recentemente mi sto appassionando molto alle figure di cantanti come Billie Holiday ed Etta James e in questo modo sto ampliando il mio orizzonte sonoro allargandolo anche al jazz».

L'abito che indosserà al Festival è firmato d Antonio Marras. E’ così?

«Sì, credo che Marras sia uno dei più bravi stilisti in circolazione, in assoluto. Per me è un onore indossare un abito disegnato da lui. Le sue creazioni sono straordinarie, uniche e ti mettono addosso una energia incredibile».

Chi è quella signora con cui compari

nelle foto sanremesi di Fb?

«E' mia madre, la mia amica migliore. Siamo legatissime, era giusto che a Sanremo andassi con lei».

Che cosa c'è scritto nel tatuaggio che porti sull'avambraccio, vicino alla mano?

«Ses sa vida mea, sei la vita mia, dedicata a mio padre».

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