la vittima era in un giro pericoloso

Nel 2012 finì in cella per spaccio di coca

VILLACIDRO. Era da diversi anni, praticamente da quando è diventato maggiorenne, che Antonio Mocci conduceva una vita sul filo della legalità. I carabinieri lo tenevano d’occhio perché faceva parte...

VILLACIDRO. Era da diversi anni, praticamente da quando è diventato maggiorenne, che Antonio Mocci conduceva una vita sul filo della legalità. I carabinieri lo tenevano d’occhio perché faceva parte del giro dello spaccio di droga, a Villacidro sempre attivissimo. Figlio di una coppia separata e con un fratello minore che adesso è in continente per lavoro, non aveva una occupazione stabile. Ultimamente aveva trovato qualcosa da fare – hanno raccontato persone che lo conoscevano e che ieri sera si sono ritrovate davanti alla casa del delitto – in una pizzeria come aiutante.

Ma, risulta in caserma, le sue amicizie continuavano a essere quelle di sempre, negli ambienti della droga. Il 23 gennaio del 2012 era finito in carcere perché coinvolto, assieme ad altri cinque compaesani più o meno coetanei, in un vasto traffico a livello locale di cocaina e di hascisc. I carabinieri scoprirono una rete di spaccio che aveva come base il bar Good Luck, sempre a Villacidro nella centrale via Repubblica, luogo dove assieme a birra e altri alcolici scorrevano fiumi di droga. Nella banda un ruolo importante lo aveva appunto Antonio Mocci, arrestato perché in almeno cinque occasioni (tutte documentate con foto, video e intercettazioni ambientali) aveva venduto dosi di cocaina e di hascisc. Tutta la banda, escluso un componente per

il quale il gip del tribunale di Cagliari Giovanni Massidda optò per gli arresti domiciliari, finì in carcere. Tornato dopo qualche tempo in libertà, Antonio Mocci avrebbe continuato a frequentare ambienti poco puliti e i carabinieri non hanno mai smesso di seguirne i movimenti. (l.on.)

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