A Codrongianos un rogo contro i tagli alle classi

I genitori sono scesi in piazza e hanno bruciato le copie dei certificati elettorali Martedì i sindaci di 11 Comuni marceranno su Cagliari per chiedere una revisione

SASSARI. Giovedì tutti i sindaci dei paesi minacciati dalla soppressione della scuola arriveranno davanti all’ufficio dell’assessore regionale all’Istruzione Claudia Firino per chiedere udienza. Se non ci saranno novità positive martedì prossimo un pullman carico di amministratori degli undici centri del territorio interessati dal dimensionamento e di delegazioni di genitori “marcerà” su Cagliari per rivendicare il diritto dei propri figli a frequentare la scuola nel luogo dove abitano. Sono le decisioni prese ieri a Codrongianos dopo una intensa giornata dedicata alla protesta per un provvedimento, quello della Regione riguardante l’accorpamento delle scuole e l’eliminazione delle pluriclassi, considerato profondamente ingiusto.

Ieri mattina mamme e papà non hanno mandato i figli a scuola (soprattutto elementari e medie che sono coinvolte nella possibile soppressione) e si sono ritrovati, assieme al sindaco Luciano Betza per manifestare il loro dissenso e decidere quali percorsi intraprendere per fare in modo che gli alunni possano proseguire serenamente la loro vita scolastica. Il centro del paese si è colorato di tanti striscioni che chiedono il rispetto del diritto allo studio e un intervento urgente dell’assessore mentre si è anche consumato il rito simbolico di dare alle fiamme le fotocopie delle tessere elettorali (gli originali sono stai consegnati al sindaco).

Ieri pomeriggio invece il primo cittadino ha incontrato i colleghi di quasi tutti i paesi al centro del dimensionamento, alcuni amministratori non sono potuti intervenire ma condividono in pieno la battaglia. C’erano i sindaci di Codrongianos, Nughedu San Nicolò, Santa Maria Coghinas, Siligo, Cossoine ed Erula. Mancavano quelli di Mara, Padria, Martis e Florinas. Ed è proprio con quest’ultimo centro (lontano 3 chilometri e mezzo) che per il prossimo anno scolastico Codrongianos dovrebbe accordarsi per eliminare pluriclassi e doppioni con la prospettiva della chiusura delle elementari, delle medie o di tutt’e due. Allo stato attuale in paese alle elementari ci sono una 2ª-3ª con 12 alunni e una 4ª-5ª con altri 12. Alle medie non ci sono classi miste per età. «Le pluriclassi hanno funzionato bene - afferma il sindaco - e comunque la chiusura della scuola sarebbe per il nostro centro e per gli altri coinvolti l’inizio della fine. Abbiamo parlato con il presidente della commissione regionale Cultura Gavino Manca al quale abbiamo presentato una serie di proposte a cominciare da un anno di deroga per verificare il trend positivo di crescita anagrafica e anche il fatto che le pluriclassi hanno funzionato egregiamente. Proposte che peraltro avevamo già presentato senza avere alcuna risposta da parte dell’assessore che non siamo mai riusciti a incontrare». In realtà il vero timore è che tanti paesi dell’interno dell’isola, privati ormai di tutti i presidi statali, dallo sportello bancario a quello postale, dal posto di polizia alla stazione dei carabinieri perdano del tutto

la loro identità. «Chi potrebbe mai decidere di venire a vivere nel nostro centro - conclude amareggiato Betza - se non ci sono neppure le scuole?». Paure che non fermeranno tante famiglie decise a proseguire nella loro protesta contro provvedimenti considerati devastanti le loro comunità.

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