Assessorato al Lavoro in locali di Zuncheddu Maninchedda dice no

Lettera a Pigliaru: aggravio di costi per l’amministrazione «Condividerò solo la scelta di uffici di nostra proprietà»

CAGLIARI. Trasferire gli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro nei locali di via San Simone, in affitto dall’Immobiliare Europea dell’editore Sergio Zuncheddu, è una scelta da respingere perché comporta un aggravio di costi per l’amministrazione: a sostenerlo in una lettera dello scorso 6 marzo al presidente Francesco Pigliaru e ad altri assessori e dirigenti regionali è Paolo Maninchedda (assessore ai Lavori pubblici). Nella nota, che si chiude con un parere contrario al trasferimento, il responsabile dei lavori pubblici fa riferimento alla comunicazione interna firmata dalla dirigente Emerenziana Silesu lo scorso 16 dicembre, tre cartelle in cui l’operazione avviata dalla giunta viene analizzata e fatta a pezzi. Con argomenti che Maninchedda riprende e appoggia in buona parte. Il primo riguarda la situazione della sede attuale, l’ex Enalc hotel: è vero che gli impianti elettrici devono essere sistemati e messi a norma secondo le indicazioni dell’Asl 8, ma per la dirigente basterebbe intervenire con «spostamenti interni mirati» e fare spazio ai lavori senza imporre il trasferimento dei 250 dipendenti dell’assessorato. Non solo: l’edificio di via San Simone, liberato in parte dopo lo spostamento in piazza Unione Sarda degli uffici di Sardegna.it, è del tutto inadatto a ospitare l’assessorato al lavoro per ragioni di spazio, parcheggi, barriere architettoniche e collegamenti con la città. Ragioni che hanno già sollevato la protesta dei sindacati, senza che la decisione sia cambiata: ancora ieri c’è stato un tentativo di imporre il trasferimento d’urgenza, col richiamo al provvedimento-ultimatum - tutti fuori entro il 30 marzo 2015 - emanato dall’Asl 8.

Maninchedda è stato chiaro: «Non condividerò - ha scritto nella nota a Pigliaru - scelte logistiche che determinino un innalzamento dei costi per le locazioni passive a carico dell’amministrazione regionale se non si dimostrasse preventivamente l’inesistenza o l’indisponibilità di locali di proprietà della Regione ove dislocare uffici e personale dell’assessorato al lavoro». Difficile dimostrare che questi locali non esistano: la sede nella zona di piazza Giovanni XXIII è facilmente ristrutturabile. Se poi si passa ad esaminare i costi dell’operazione si scopre che l’Immobiliare Europea incassa 768 mila euro più iva all’anno per via San Simone, come dire oltre 63 mila euro al mese stabiliti in contratto ancora per i prossimi cinque anni. Mentre per l’intervento di messa a norma della sede attuale basterebbero secondo Maninchedda 570 mila euro. una somma di molto inferiore al canone di un solo anno. Per di più gli uffici resterebbero in un quartiere centralissimo della città, accessibili agli utenti e perfettamente organizzati.

Nella nota Maninchedda ipotizza fra l’altro un ricorso all’autotutela per recedere dal contratto: oggi nei locali di Zuncheddu, a due passi dalla città mercato Auchan di Santa Gilla, lavorano solo i dipendenti del Genio Civile, quelli di Sardegna.it si sono trasferiti in altri locali di proprietà dell’Unione Sarda dopo una gara d’appalto che ha sollevato l’interesse della Procura sfociata in perquisizioni e iscrizioni al registro

degli indagati. L’inchiesta giudiziaria è in corso, sono coinvolti lo stesso Zuncheddu, l’amministratore dell’azienda editoriale Vincenzo Podda e i vertici della società in house della Regione. L’ipotesi è che la gara sia stata pilotata a favore dell’editore.

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