Ledda: «Ingiuste le tasse sugli ingressi nelle campagne»

SILIGO. «È una questione di cultura: penalizzare pastorizia e agricoltura con tasse persino sugli accessi alle campagne è una grave ingiustizia». Gavino Ledda si scaglia contro le cartelle che da...

SILIGO. «È una questione di cultura: penalizzare pastorizia e agricoltura con tasse persino sugli accessi alle campagne è una grave ingiustizia». Gavino Ledda si scaglia contro le cartelle che da settimane piovono sui proprietari di terreni affacciati sulle strade provinciali. Perché è stata proprio la Provincia di Sassari a stabilire quel che l'autore di "Padre padrone" definisce «un colpo di grazia per chi vive dal lavoro». Equitalia si limita a fare il suo mestiere: riscuotere. Contestati con forza, invece, gli ultimi atti dell’amministrazione di nordovest. La protesta dello scrittore segue quella delle associazioni di categoria e di molti singoli lavoratori. Per le solite storie all'italiana i versamenti, disposti nel 2007, non sono stati pretesi in concreto sinché non si sono esaurite tutte le procedure preliminari. Ed è appunto da allora che sono cominciate a fioccare diffide e lamentale, in particolare dagli attivisti di Mps e Coldiretti.

Comunque Gavino Ledda dice di esser stato così colpito nei suoi affetti più cari. «Mi chiedono 70 euro all'anno perché possa continuare ad arrivare sin dentro il mio orto botanico passando dalla strada poco sotto Siligo – spiega – Il primo riferimento è al 2009. Io ho già pagato. Ma voglio ugualmente denunciare questo sopruso. Se la Provincia non tutela gli interessi di chi vive in campagna, meglio che scompaia davvero: nessuno dovrebbe essere costretto a versare un euro per difendere la terra dei suoi avi». «E nel mio caso l'ingiustizia è quantomeno doppia - incalza - Ho comprato nel 1980 quei 5 ettari nei quali ho realizzato l'orto botanico, non ho chiesto nulla a nessuno, neppure contributi pubblici, ho pagato tutto io, compresa la messa a dimora di tante piante. Da anni accolgo le scolaresche e gli insegnanti che mi domandano di visitarlo. Anche perché nel mio progetto quell'appezzamento, assieme alla casa di mio padre Abramo, per la quale ho già versato gli acconti d'acquisto, e quella di fronte dove oggi abito, dovrebbero costituire altrettanti percorsi di un itinerario destinato a ricordare l'epopea del padre padrone, mi auguro con una parte di Baddhevrùstana. Spero anzi che tutto diventi una scuola, con un incremento delle visite». «Ma ora la Provincia che cosa fa? Prima di cessare l’attività, chiede a me e a noi tutti che crediamo nel valore della terra di pagare, di pagare solo per entrare nelle nostre terre», attacca. «Questo è uno sfregio fatto a tavolino con logiche politiche schizofreniche – sostiene il narratore di Siligo – Evidentemente le tasse che paghiamo già sulla proprietà non bastano. Come non sono sufficienti i costi per le misure che adottiamo per proteggerla dal fuoco. E la cura che io stesso dedico all'orto

botanico, aiutato da pastori che mi hanno sempre mostrato rispetto e non hanno mai fatto sconfinare le pecore tra le piante». «Insomma: noi diamo cultura alla Sardegna ma la Provincia in cambio ci chiede solamente soldi», è l'amara conclusione di Gavino Ledda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller