Boom delle nuove droghe

In Sardegna sempre più massiccia la diffusione di stupefacenti sintetici

SASSARI. La paura ha un nuovo nome: smart drugs. E l’allarme non basta. In Sardegna è boom: sballo senza freni, conseguenze devastanti. C’è già stato il record nazionale di consumi per la marijuana: tra gli adolescenti ne fa uso uno su quattro. Ora l’isola si candida ad altri primati negativi. Questi stupefacenti furbi, nel senso che sempre più spesso arrivano attraverso strade legali, stanno invadendo i mercati di tutta la regione.

Emergenze. Pronto soccorso, medici di famiglia, centri antidroga devono affrontare situazioni estreme. Dai decessi per overdose a nuovi Sos altrettanto pericolosi. «Perché i danni alla salute che provocano le droghe sintetiche sono pericolosi come la coca e l’eroina», dicono tutti i sanitari. Nell’isola i loro nuovi pazienti hanno spesso 14-8 anni. In qualche caso meno: sono poco più che bambini.

Tecniche. Sì, perché le smart drugs si presentano come innocui ma in realtà provocano effetti disastrosi. Non ci sono stime aggiornatissime su base territoriale. Eppure, tutti gli operatori, non solo investigatori e medici, segnalano picchi evidenti. E in crescita. Soprattutto nelle aree urbane di Sassari, Cagliari, Quartu, Olbia e Alghero.

Criteri e modalità. In genere le nuove droghe sono di origine vegetale. Si comprano a prezzi contenuti in negozi specializzati. Persino in qualche erboristeria. Ma anche nell’isola vengono perlopiù acquistate via internet: «Per un fine settimana da volpi», non si stancano di ripetere nel loro slang tanti consumatori. Adolescenti che eludono ogni sorveglianza di polizia. Non il conto amarissimo che queste sostanze provocano. Un conto così pesante che può portare alla morte. Casi al di fuori dalle classificazioni che danno a carabinieri e agenti le armi per intervenire. Ma che restano dentro gli oscuri tunnel dei gravissimi danni alla salute.

Il trend. «Visti i precedenti sardi da guinness poco invidiabili, le nuovissime droghe pseudolegali più diffuse a livello regionale sono quelle che imitano gli effetti della cannabis», sottolineano diversi specialisti. Sul piano generale il loro numero si è fatto impressionante. In pochi anni sono passate da a 110 a 220. E tra poco triplicheranno.

Consumi di massa. Non più contenute in un ambito di nicchia, sono oggi tanto diffuse da suscitare il terrore dei genitori. Una volta, c’erano solo le “tradizionali” anfetamine, ecstasy e metanfetamine. Ora la massiccia produzione su scala europea e mondiale ha esteso l’offerta a dismisura. Affiancando in breve tempo i cocktail di farmaci. E facendo presto dimenticare altri stupefacenti che in discoteca, nelle riunioni tra amici o nei ritrovi privati hanno tenuto banco per anni.

Gli allucinogeni. «Discorso a parte, in un processo che nell’isola sembra inarrestabile, riguarda il traffico illegale di medicinali che inducono nell’organismo fenomeni dissociativi», avvertono gli esperti. In passato si parlava esclusivamente di mescalina e peyote, sulla scia dei sardi che avevano fatto viaggi in Messico e nel Sudamerica. Adesso nell’isola sbarcano ogni settimana altre sostanze, definite dagli specialisti “loro cugine”. Come la ketamina e altri prodotti ancora. «Tutti in grado d’indurre – viene spiegato – esperienze di dissociazione dal proprio corpo e dall’ambiente circostante». «Molti giovanissimi diventati nostri pazienti ci descrivono queste sensazioni dicendo che a loro sembra di essere angeli in grado di volare al di sopra di tutto», racconta un farmacologo. E se alcuni di questi composti sono impiegati dai veterinari come anestetici generali, chi tra i tossici del Duemila ne abusa preferisce assumerli per via orale, fumarli o iniettarseli in vena.

“Ricreative”. Tra le ultime frontiere dello sballo del venerdì e del sabato, c’è poi la piperazina. È formata da cristalli dal sapore di sale. Può causare preoccupanti disturbi intestinali, orticarie, effetti neurotossici. «Ma restano diffusi anche derivati come il mefedrone

e l’Mpdv, dalle conseguenze simili alle anfetamine», informano ancora gli specialisti. In gergo: sali da bagno. Tutti altamente nocivi. Tanto da causare danni irreversibili al sistema nervoso, psicosi, convulsioni. E, più spesso di quanto s’immagini, la morte.

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